Jacqueline Spaccini ©2011

lunedì 4 aprile 2011

VISCERE


PHOTO JSPACCINI©2011

Da qualche parte, io so che tu sei me.
Io nata al Nord e tu nel Sud,
tu uomo, io donna,
quel che ci lega non è poesia, né mito.
È quella rabbia dentro che rabbia non è :
ma l’inquietudine di ritrovarci e di non amarci
se noi stessi avessimo dovuto scegliere noi stessi.
Perché l’amore degli altri ce lo siamo sudato
e sempre cerchiamo conferme
che nessuno può davvero tenere a quel bimbo
che nel cuore siamo rimasti.
Sulle pagine di un quaderno ci rincorremmo,
quando tutto era innocente e bello,
quando la vita non era in gioco
e dolce era perderci nell’anima dell’altro.
Io cemento e tu terra,
tu radici profonde ed io solo aeree,
io intuitiva e tu logico,
tu grave ed io leggera,
io ti amo e tu mi ami.

Ma il nostro amore non è fatto
di testa, né di cuore o di sesso.
Sorge dalle viscere implodendo
della sua stessa violenza.
È un amore fatto di umore.
(Amore-tumore, pensi tu.
Amore-tremore, dico io) ;
un terremoto, in definitiva.
Questo solo chiedo alla vita :
non sia tu l’amara deriva.

Jacqueline Spaccini 

____________
Parzialmente tradotta in tedesco da Eva Taylor :

Tief drinnen
 
 Irgendwo weiß ich, du bist ich.
Ich im Norden geboren und du im Süden
du Mann, ich Frau
das, was uns bindet ist weder Poesie, noch Mythos.
Es ist die Wut in uns, die keine Wut ist
sondern die Unruhe, uns zu finden und uns nicht zu lieben
wenn wir uns selbst hätten wählen sollen [...]
 
(sous presse)

Nessun commento:

Posta un commento