Jacqueline Spaccini ©2011

lunedì 18 gennaio 2016

Vorrei spogliarmi di me





Vorrei
spogliarmi della pelle sfoglia
che mi copre e mi protegge
da molteplici anni.

Lasciar cader giù
la prima pelle
quella della sicurezza
che mi porto appresso
e ostento a chi mi sta di fronte

Far scivolare
la seconda pelle
quella della fermezza
che inalbero a chi mi pone 
ostacoli persino apparenti

Strappar via 
la terza pelle
quella della durezza
con la quale immobilizzo
ogni tentativo di arrivare a me

Però vorrei fermarmi
perché non so se mai
è esistita una quarta pelle.
Innocente, indifesa,
fiduciosa, trasparente
esile e ribelle.

Non vorrei ritrovarmi incerta bambina
in un campo di spighe,
da sola.

JS
18.01. 2016

martedì 29 dicembre 2015

Numeri





ho la forza dell'equilibrio
apparente e precario 

con tre dita di pollo

celando con cura una

 immonda
antica 
e nascosta 

dolcezza

sabato 21 novembre 2015

FRAMMENTI ultra-DADA

répétition(s)


Vedi che piano piano cadono 
                                   le parole
svengono anche loro

la gonna l'ho fatta sì col modellino,
ma la tasca è ricca del tombolo

un mosaico, sembra. Un mosaico...
ma davvero ho detto tutto questo?

avrebbe voluto per sempre
quel fidanzato lontano e lontano
se n'è andato così lontano
sotto il cielo sotto terra

che cos'è l'arte? perché si dipinge?
sei mesi, mi ci vogliono sei mesi
per il colore, capisci?
(perché si scriva non lo so più)

e se lei si sposasse?
If it ain't broke, don't fix it,
mi guarda e dice

ogni due anni, ma t'assicuro che
al festival delle donne clown
prima o poi andrò

col treno che parte alle otto
chissà se lei si alzerà

le nuche non rispondono
przykro mi zapombiaɫam nie lub rozumiem
(mi dispiace ho dimenticato oppure non capisco)

scivolando tra panini e caffè
l'attesa non va spesa
la sposa sarà bella
e il dentista buddista

tu reciterai ancora col tuo polpaccio
da fanciulla ballerina
kak si ti krasna

come faremo se dal Belgio non fanno passare
o non vuol più partire? riposeremo all'ombra di 
Nesta Rua

loro ripartiranno  per Bergamo
coi bimbi ad attenderli

una farà la spola tra Nizza e Milano
con otras palabras, mentre il tango argentino
resterà per sempre legato
alle timide trecce della nuova accordéoniste


l'épaviste résout tout ; il va  récupérer
vos pièces accidentées, Madame, mais 
n'oubliez pas de solder votre facture.

(lo sfasciacarrozze tutto risolve; recupererà
per lei i pezzi incidentati, signora, e
non dimentichi di pagare la fattura).

Jacqueline Spaccini
____________________
Montpellier, avant, pendant et après la performance de Madrigne (le 19 novembre 2015)




sabato 4 luglio 2015

Noli me tangere

Chagall, L'épaisseur des rêves


respingo il male
senza mani
volteggio da sola
volo basso volo altrove
volo alto m'impenno 
m'impegno e mi rovescio

guardo il cielo dal basso e 
mi slancio entro l'azzurro
non si raggiunge chi passeggia 
su altri meridiani 

scivolo a testa in giù
lungo la pertica del raggio
di sole -  mai ho vinto
mai ho perso - pure
non mi arresto e non mi arrendo
e non mi arresta né mi ferma
l'altrui pochezza dal capo cinto 
di chi non ha capito che 
siamo creature
d'una sola vita



sabato 27 giugno 2015

Ordine & Disordine


Mausoleo Mohammed V - dettaglio  (photo by JSpaccini)


l'ornamento compuntamente regolare
qui dove tutto è con dolcezza frastagliato
azzurro e rosso si fanno compagnia
nel mattino ordinato ramadanico

vai a dire al fiume come comportarsi
vieta all'uccello di volare basso nell'odor
di pioggia
seppellisci il ratto che senza paura
gode del sole postmeridiano
volta le spalle alla cagna zoppicante

lo sguardo se ne va oltre l'orizzonte
s'attarda saldo in cielo, e si perde,
si perde
dietro aperte ali e incuranti di chi
è libero.

27.06.2015



sabato 16 maggio 2015

A testa alta


Artemide Diana


[ ... ]
nella mia vita
ho messo al primo posto
il dovere
la missione
la premura
l'amore

ho trascurato
e dimenticato
il piacere
la leggerezza
l'egoismo
me stessa

per andare sempre
a testa alta

ciò non ha impedito
che andassi a sbattere
contro i lampioni

come gli ubriachi
che avanzano
tenendo lo sguardo
a terra

solo che io procedevo
trasognata guerriera
fissando con gli occhi
il cielo.

JS 16.05.2015

Alta nel cielo vola una cicogna - è online l'ebook dell'atelier di poesia


Tempo fa ho scritto che tenevo un atelier di poesia per i miei studenti italofoni dell'università di Rabat.

Non faccio mai nulla senza avere in mente un obiettivo concreto. In questo caso, vista la penuria di denaro per la pubblicazione cartacea, ho pensato a un e-book. 

Ora è a disposizione e consultabile da tutti.

Non nella versione definitiva, ma è già un inizio. Inoltre, confesso che volevo uscisse nel giorno della giornata mondiale della poesia che in Italia venne organizzata per la prima volta da mio marito, quando lavorava all'Unesco.

E insomma, eccolo qua, il libro con le poesie dei miei ragazzi.
Dedicato alle cicogne, questi uccelli magnifici che solcano i cieli del Marocco.

Clicca sulla frase qui sotto:

ALTA NEL CIELO VOLA UNA CICOGNA 

venerdì 1 maggio 2015

Sdraiata come un'antica romana (Terra di Marocco)

Dedicata a H. e a C.
Rabat cielo di Agdal photo by JSpaccini

MAROCCO 
sogno compreso in due estati

Sdraiata come un'antica romana
te ne stai, fiduciosa terra di Marocco,
col gomito appoggiato tra Fès e Meknès
sguazzando i piedini a sud di Tan-Tan

Al posto del grappolo d'uva tra i capelli una manciata di fichi
e la meraviglia di tajine di datteri prugne e uva passa
con nuvole saporose a imbizzarrire un cielo troppo puro
cui pone riparo la nebbia inattesa dei mattini di qui


la tua sabbia solo la sfioro nel sogno e affondo
le dita nel calore che porge il sorriso di un uomo
cortese cui la forza è tutta contenuta nei fianchi
poderosi e salubri delle tue donne in pigiama e sottana
mentre  il muezzin mi rammenta che non ci sono suoni
a me noti a evocare una nostalgia nel tempo rimandata

Camminando marziale e trasognata su di me
avverto appuntarsi altrui sguardi stralunati: se
i piedi seguono il passo razionale nello  sguardo
s'intreccia l'emozione col volo di cicogne regine,
a terra sgraziati uccelli  e aquiloni in bilico
nell'aria profumata di zagare e  brace.

Da te Marocco terra rossa e ricca,
da te, terra principessa e
a me ignota, io me ne andrò
senza averti vista.
Però, tutti i giorni
ti avrò sognata.

Rabat, 30 aprile 2015

mercoledì 29 aprile 2015

FANTASIE I


FANTASIE I
(volo di fantasia)


ha passeggiato greve sul mattone
ch'era l'ostico cuore all'indomani
d'amore lui allungò le sue dita
in neve e profumo di zagare

col gioco a incastri bravo a divagare
diamante plastico per le mani
vide che dal grumo non era fuggita 
sul lastrico lieve di latte d'airone





domenica 11 gennaio 2015

Les moulins de Meknès




hai accolto il grano bianco
tela pulita che sa di buono
                                          e di futuro

ora sai di lontano e ti scoppiano dentro i calcinacci
di una vecchia casa  che il presente ha
                                                         distrutto

hai strappi agli angoli della tela forte nel centro
grigia dappertutto e però continui ad assolvere il tuo compito
                                    ieri farina oggi pezzi di muro

spalle temprate ti portano a spasso
ti stringono in cima le mani screpolate
urlando lavorano le reni doloranti
                                       resistono e vincono tutte le stagioni

vanno avanti
vanno avanti
vanno avanti  perché
                                    fermarsi
                                       non si può.


JS©2015

lunedì 1 dicembre 2014

EPIGRAMMA/EKPHRASIS 2 PROMENADE CHAGALL



Chagall, La Promenade, 1917


Lei è un palloncino della domenica
davanti alla chiesa; Lui una gru sferica.
la tiene per non farla volare oltre
tesa, sono le radici una coltre:

Lei nel piano ha stabilità, Lui il volo  di città.

Tutto sta in quello stringersi per mano.
Se sciolta, Lei è un aeroplano e vola via,

Lui nel terreno sprofonda al crocevia.

JS@2014

venerdì 28 novembre 2014

0-175. La stanza di Van Gogh ad Arles (Epigramma/Ekphrasis)



Poco discosto da quella tavola   
laddove aleggia la triste favola  

Occhieggia fredda una coperta rossa 
che niuno pensa il cor scaldar ti possa 

la solita sedia verde di paglia 
con quello straccio al chiodo che non sbaglia 

chi chiude male la smilza finestra 
tenue pittore di mano maldestra 

tra quadri autografi doppi giacigli 
su di un parquet usato e senza figli.

                                                            JS©2014


                        ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Sempre all'interno del mio atelier poesia, oggi ho tenuto una lezione sull'epigramma. Tra quella elogiativa e quella macabra (come iscrizione funeraria), ho scelto la terza via: l'epigramma ekphrasis.

Quali sono le contraintes?
1. almeno 4 versi
2. con rime in distici baciati (es. AABBCCDD)
3. dai versi si deve capire di che quadro (o scultura) si tratti.

In classe ho assegnato La camera di Van Gogh ad Arles.
Vab Gogh, Chambre à Arles, 1888
Conservato al Musée d'Orsay, Parigi

giovedì 20 novembre 2014

HAIKU

AVVERTENZA - non cercate qui la regola dell'haiku di tre versi con scansione 5-7-5, perché non ne troverete. Qui si segue la regola dell'haiku anglosassone.

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HAIKU 


L'haiku è definita poesia "non finita" perché ogni poesia richiede che il lettore la termini nel suo cuore.
I poeti di haiku contemporanei scrivono poesie in forma di brevi frammenti di tre parole o anche meno.
L'haiku deriva da "hakai no renga", una poesia di gruppo collaborativa di un centinaio di versi di lunghezza. L'"hokku", o verso iniziale, di queste poesie indicava la stagione e conteneva una parola che tagliava. L'haiku ha continuato questa tradizione (cit.)



Oggi ho aperto l'atelier di poesia destinato ai miei studenti marocchini italofoni (e italofili).
Seguono di già con me un corso di analisi commento della struttura lirica italiana, quindi non sono proprio a digiuno di nozioni in materia: sillabazione, accenti tonici e atoni, tipi di rime e consonanze e assonanze, strofe, versi e quant'altro... conoscono.
Quindi, oggi, dopo l'atelier di dizione (suppergiù con gli stessi studenti), quand'erano già ben caldi, ho iniziato con qualcosa che non è teorico.


Ho iniziato con questo:



E  poi ho deciso di iniziare da ciò che è più breve (no, non il distico): l'haiku giapponese. Di provare a capire che cosa sia un haiku e quale punto di vista sottende.

Il link che ho proposto di leggere [come scrivere un haiku] si conclude così:
  • L'haiku è definita poesia "non finita" perché ogni poesia richiede che il lettore la termini nel suo cuore.
  • I poeti di haiku contemporanei scrivono poesie in forma di brevi frammenti di tre parole o anche meno.
  • L'haiku deriva da "hakai no renga", una poesia di gruppo collaborativa di un centinaio di versi di lunghezza. L'"hokku", o verso iniziale, di queste poesie indicava la stagione e conteneva una parola che tagliava. L'haiku ha continuato questa tradizione.

Certo, un haiku occidentalizzato, piegato alle leggi delle sillabe e non dei suoni, e per di più con un immaginario arabo marocchino italianizzato.
Son certo che usciranno cose sorprendenti.

Dopo aver detto quali sono le tre consegne [*contraintes*] da rispettare

1. da un minimo di 10 a un massimo di 17 sillabe
2. immagine della natura da mostrare
3. idea che si sovrappone nella seconda parte, sintatticamente slegata dalla prima (si può andare a capo oppure restare nella stessa riga separando le due parti con un trattino)


ho assegnato loro il soggetto, l'albero e/o i dettagli di un albero, secondo l'illuminante pensiero di Georges Perec delle contraintes.


Poi il compito l'ho fatto anch'io, anche se confido che i miei studenti facciano meglio, molto meglio.

1. Haiku su un albero

Vindice pioppo tremulo 
                        diman sarò terreno



2.  Haiku su parte/dettaglio di un albero


Grevi ammassate pigne 
                         inutile  tempo antico


3. Haiku su altro soggetto

Alta nel cielo una cicogna 
                         lontana ancor è casa








lunedì 8 settembre 2014

Inciampo nelle giornate


Inciampo nelle giornate
sbadatamente

osservo l'oggidì
scivolarmi addosso come 
un vestito di seta

mentre notti d'ieri adipose 
punteggiano le ore 
come stelle assopite.

Eppure, questa non 
è la mia vita.

La interpreto, 
ingannando gli altri e me stessa: 
l'ho presa a noleggio,
e intanto la millanto, 
la spaccio per esistenza.

sabato 28 giugno 2014

Per un'amica che parte




Ti vedi nello specchio e non ti guardi.
Non v’è abitudine in questo
desiderio nuovo di definire
lo spazio tuo.
Lo dice l’abito rosa e lo urlano gli orecchini
lo dice il sorriso a volte sospeso che
lanci al cielo addensato lassù.

Scompaiono in fretta le nuvole:
le cacci via con un
fermo gesto leggero.

E nello  sguardo composto
guardi al comune domani,
dimenticando, fiduciosa,
ansie sopite e sussurri astratti
in un azzurro
di malinconica resa.

Jacqueline

domenica 15 giugno 2014

Machi mouchkil

photo by JSpaccini©2014


A Vera, Barbara, Candelaria e Mia



MACHI MOUCHKIL


se le luci non funzionano 
e il video scarica rumori 
se le parole in prova non arrivano 
come dovrebbero e il pubblico 
a stento esce dal conto delle dita

machi mouchkil


se il villaggio del tuo cuore è mutato 
nell'affanno della caccia 
al segno di passato 
che una bimba edificò

machi mouchkil

se in auto si parla di gioie 
che non hai vissuto 
e d'improvviso condividi i tuoi dolori 
mentre crollano miti nella realtà di fiaba

machi mouchkil

se resti in punta di piedi 
sulle labbra  un poco rosse 
e un poco pallide perché tu sei così, 
pudìca e accogliente

machi mouchkil

se della tua vita apprendo 
eventi che m'avrebbero stroncata e tu 
sei andata avanti, coi frantumi 
caparbiamente rincollati

machi mouchkil

se dono il silenzio di me 
e ricevo il sorriso da donne che ho 
incontrato o ritrovato 
e che sono ora parole di carne 
attorno a un tavolo o a un acquaio

machi mouchkil


sono adesivi ostentati sotto alla pellicola incolore 
della pelle, stesa male perché sincera, 
per permettere alla mia carne di abbracciarle 
e di amarle, queste sorelle di parole.


Machi mouchkil davvero nessun problema,
Machi mouchkil, machi mouchkil

E dima, per sempre.

©Jacqueline Spaccini 
Rabat 15 giugno 2014


martedì 1 aprile 2014

Le tasche della notte

Per il tuo compleanno, 
Romain





Ho rovistato
nelle tasche della notte
alla ricerca di stelle luminose.

Ho trovato un buco
in fondo a una piega
e poche cose:

un non so che odore
di retrobottega
un sorriso in apprendistato

e briciole galeotte
di magnificenza.

2014 ©JS

martedì 25 febbraio 2014

26 febbraio 1994

Mahi Binebine


Sei arrivato al tempo giusto 
in un tempo lontano
ora sei lontano
e il tempo è stato con te ingiusto

ma anche con me 

non osiamo neppure chiedere 
quanto ancora ci sarà accordato
e avanziamo immobili
tenendoci stretto 
quel poco tanto appreso
quel molto  inutile dimenticato

ricordando che un giorno di
quel tempo, anch'esso lontano,
decidemmo che un anello
ci avrebbe legato 
più dei sei anni
passati a condividere giornate
e a crescere un figlio
non battezzato ma amato
e amato, sempre sempre amato.

Oggi 
ricordo
ricordiamo
ricordi?
che vent'anni fa
venivo a te 
vestita di rosso
a metà della vita, felice
e confusa ancora giovane mamma
con un giovanottino in lacrime
tra le  braccia
a ritardar la firma su un foglio
di cui non s'ha più memoria.

Tra fiori piccioni  vino e lago
tra il pianto e le risa
si aggirava quell'ansia di ripartire
quella smania ingenua
di riscrivere la nostra storia.
Daccapo. E per bene.

Non mi volto
e non faccio bilanci:
ci siamo 
ci sono
ci sei.

Questo conta.
Lasceremo altre albe e altre stagioni
dietro di noi
in un presente vissuto quasi con fastidio
per non confessare il pudore del timore
che il tempo non sia più amico,

continuando a buttarci nel mondo
irriflessivi, noi, vecchi ragazzi
che non s'arrendono alla realtà.

venerdì 14 febbraio 2014

Giorno di san Valentino



A ogni snodo di vita
c'è appena il tempo
per volgere lo sguardo
a quel che già non è più.

Ma davanti
nulla ancora s'intravede:
è un fotogramma bianco
quello che occupa
la visione della mente

Un passo al giorno
e giorni interi fermi
cedono a poche ore in salita
dove rapida è la marcia
che accorda attimi di canto

per correre
e correndo
non si rammenta più
di bagnarsi sotto la pioggia
di sentire il mantello del sole 
di ammirare il tramonto più bello 
in solitudine

non si conta più
il canto degli uccelli
il profumo dei fiori
l'assenza delle campane
il tempo ritrovato

né si tiene a memoria

da quanto tempo cammino

senza quella mano sulla spalla
né la mia testa sul tuo cuore.

JS 14 feb 2014

sabato 18 gennaio 2014

Spazzo via

Spazzo via 

L'artista, autore di questo quadro è Mahi Binebine (Marrakesh, 1959)

Spazzo via

tento

il malumore  la rabbia la tristezza
l'impotenza la paura la desolazione
il freddo 
dentro di me

l'ombra 
il colore viola cinerino
la nuvolaglia
il cemento delle case
e la sterpaglia che neppure vogliono i gatti

e mi assento

nel bianco di qui
sprofondando nel nulla
asettico di pelle o sky
nel wengé africano
made in Malaysia 

e mi stordisco le orecchie per non sentire più
e mi rovino gli occhi per ricominciare a vedere

perché con altro sguardo penetri la vita

la mia

perché il sole di qui 
accechi la vista di felicità

e possa alfine sentire il canto degli uccelli
che qui non cantano

il suono delle campane
che qui tacciono

il guaito dei cani
che qui scacciano.


Attendo
e mentre attendo
lotto


per sentirmi nuovamente 
a casa.


JS 
18.01.2014

lunedì 16 dicembre 2013

Un pastrano di tristezza

Un pastrano di tristezza




Ascolto la canzone
e tutto urla dentro
mentre resto in silenzio.

Urlo l'ingiustizia
delle promesse
come le paste della domenica
così belle e ordinate
che  alla fine di un pranzo
fossero tutte marce e scadute.

Così noi due:
ho incollato poster per oltre vent'anni
che dicevano che ci amavamo
e che tutto era fulgido
mentre  diligentemente
aggiungevo scotch
a riparare  graffi
 strisciate
e scarabocchi che altri
non io
avevano apposto.

Ora vivo immobile
senza manifesti né quadri
che stanno a terra
e non oso più prendere chiodi
per tèma di bucare pareti 
troppo fragili.

Nella provvisorietà di oggi
sento freddo e caldo
e poi caldo e freddo
stonata.
Sento tutto a tratti
e non sento assolutamente
niente.
Sono altrove e in fondo
non sono da nessuna parte.

Ondeggio,
come un'imbarcazione perdutasi
nella palude
brilla, come la luce che scorgo 
di lontano.
Troppo lontana da noi
ma brilla ancora.
Solo, non so per chi.

martedì 12 novembre 2013

Ho acceso la finestra

photo by JSpaccini



Ho acceso la finestra
Tirato su la stanza
Ma nulla è accaduto.


Allora ho tirato su la serranda
E illuminato per bene la casa.
  Ma nulla ugualmente è accaduto.


JS

venerdì 8 novembre 2013

Ignora quella bandiera


photo by JSpaccini


Ignora quella bandiera rossa
l'affannata lancetta
che invano si dimena

sempre la stessa ora annuncia
il quadrante arrotondato
e non v'è verso di spostarla

dall'una fissa e lì affissa
che non rinuncia e non s'arrende
alla ressa orante del venerdì.

Invita alla preghiera
anche la stella verde 
               sopra di lei.

8.11.2013

martedì 15 ottobre 2013

È una notte strana (TOGETHER YOU FIND BETTER)



www.thestar.com


Brucio senza fiamma
priva di ossigeno e il filo
nero di fumo lo serbo dentro.


Nessuno vede attraverso la trama,
l'oceano il sorriso e tutte le maschere
in cui sprango la mia solitudine


e cedo a un tango che nega la resa
e vago senza speranza vale un giro
tondo che balza in cresta all'attesa

e tiro (e tiro) e non c'è nulla oltre.

JS
15.10.2013

sabato 28 settembre 2013

Cicogne

 Cicogne

photo by JSpaccini

Non cercare  qui 

cicogne tutte bianche
col sorriso agli angoli del rostro
e un fardello volante di creatura.

Qui hanno ali nere
e becchi aguzzi
e capo desolatamente bianco.

Sono cicogne in volo
che non portano  bimbi
  ma solcano il mio cielo
con sagome inquietanti.

Poiché questo oggi siamo noi:
grossi uccelli bianchi e neri,
lucide e goffe bisarche
sgraziate nelle forme.

Però,
 voliamo.

Jacqueline Spaccini
28.09.2013 Rabat

sabato 14 settembre 2013

Tre parole (Le rideau bleu)


(D'où ça vient 
ce débit de savoir)

nel silenzio musicale che piano si dilegua, siedo,
  fissando una tenda turchina rievocante
 cieli antichi di carta stellata

ne te laisse pas aller

attendo s'animi il palco tra violoncelli 
che a terra giacciono in calcolato disordine


ne pense jamais que tu es seule

la tua assenza si staglia, 
l'assenza di voi tutti, mi riempie gli occhi
e raschia nel cuore un coagulo di giustizia 


que faire ? que faire ?

tre parole allora, un monito forse,
per il tempo che resterà:
vivere, amare, essere amata

(lutter, survivre, se pardonner peut-être)

JS Rabat, 13/09/2013

giovedì 30 maggio 2013

La bêche



photo by Hyena (wikipedia.fr)

 Comme une bêche

*


Si j’avais un cœur  labourant  les sentiments
Comme fait la bêche qui retourne la terre

Sans avoir à couper les racines de mon être
Ni à arracher les plaisirs enfouis dans le sol

Où m’opprime la jauge de l’espace fibré
Qu’ameublit rarement cet outil d’occasion
Je n’aurais plus souci de mon âme émiettée

Et pourrais bâcher bien son plafond de fleurs molles

JS
avril 2013 
[poème écrit à l'occasion du Festival LIRE AU JARDIN  Versailles 2013]

mercoledì 8 maggio 2013

Tornando a casa (Mamma)




Solo righe di traverso
 multicolori
poi verticali bianche e blu
e anche più sottili
blu e bianche
a dire 
la mia impotenza
 a dire
la mia tristezza
e la mia pochezza.

D'altronde,

per ritrovare  mia madre
mi è sufficiente 
guardarmi riflessa 
nello specchio
ogni mattina.


6.05.2013 in volo sui cieli italofrancesi

martedì 8 gennaio 2013

Telle une louve


Arturo Marini, La lupa ferita (1931)

Telle une louve elle rôde
son regard balayé elle le jette
toujours un peu loin aux aguêts
d'un ennemi mortel voulant la détourner
de l'objet imprévu de sa chasse.

La galeuse a ensorcelé sa proie
plus appétissante qu'une faim et
moins dépourvue que'une soif.

Elle danse autour d'elle.

Sous ses pattes, une neige chaste
où avancer toute fière et engouffreé
sans remords ni duveté pubescente.

JS