Jacqueline Spaccini ©2011

lunedì 1 dicembre 2014

EPIGRAMMA/EKPHRASIS 2 PROMENADE CHAGALL



Chagall, La Promenade, 1917


Lei è un palloncino della domenica
davanti alla chiesa; Lui una gru sferica.
la tiene per non farla volare oltre
tesa, sono le radici una coltre:

Lei nel piano ha stabilità, Lui il volo  di città.

Tutto sta in quello stringersi per mano.
Se sciolta, Lei è un aeroplano e vola via,

Lui nel terreno sprofonda al crocevia.

JS@2014

venerdì 28 novembre 2014

0-175. La stanza di Van Gogh ad Arles (Epigramma/Ekphrasis)



Poco discosto da quella tavola   
laddove aleggia la triste favola  

Occhieggia fredda una coperta rossa 
che niuno pensa il cor scaldar ti possa 

la solita sedia verde di paglia 
con quello straccio al chiodo che non sbaglia 

chi chiude male la smilza finestra 
tenue pittore di mano maldestra 

tra quadri autografi doppi giacigli 
su di un parquet usato e senza figli.

                                                            JS©2014


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Sempre all'interno del mio atelier poesia, oggi ho tenuto una lezione sull'epigramma. Tra quella elogiativa e quella macabra (come iscrizione funeraria), ho scelto la terza via: l'epigramma ekphrasis.

Quali sono le contraintes?
1. almeno 4 versi
2. con rime in distici baciati (es. AABBCCDD)
3. dai versi si deve capire di che quadro (o scultura) si tratti.

In classe ho assegnato La camera di Van Gogh ad Arles.
Vab Gogh, Chambre à Arles, 1888
Conservato al Musée d'Orsay, Parigi

giovedì 20 novembre 2014

HAIKU

AVVERTENZA - non cercate qui la regola dell'haiku di tre versi con scansione 5-7-5, perché non ne troverete. Qui si segue la regola dell'haiku anglosassone.

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HAIKU 


L'haiku è definita poesia "non finita" perché ogni poesia richiede che il lettore la termini nel suo cuore.
I poeti di haiku contemporanei scrivono poesie in forma di brevi frammenti di tre parole o anche meno.
L'haiku deriva da "hakai no renga", una poesia di gruppo collaborativa di un centinaio di versi di lunghezza. L'"hokku", o verso iniziale, di queste poesie indicava la stagione e conteneva una parola che tagliava. L'haiku ha continuato questa tradizione (cit.)



Oggi ho aperto l'atelier di poesia destinato ai miei studenti marocchini italofoni (e italofili).
Seguono di già con me un corso di analisi commento della struttura lirica italiana, quindi non sono proprio a digiuno di nozioni in materia: sillabazione, accenti tonici e atoni, tipi di rime e consonanze e assonanze, strofe, versi e quant'altro... conoscono.
Quindi, oggi, dopo l'atelier di dizione (suppergiù con gli stessi studenti), quand'erano già ben caldi, ho iniziato con qualcosa che non è teorico.


Ho iniziato con questo:



E  poi ho deciso di iniziare da ciò che è più breve (no, non il distico): l'haiku giapponese. Di provare a capire che cosa sia un haiku e quale punto di vista sottende.

Il link che ho proposto di leggere [come scrivere un haiku] si conclude così:
  • L'haiku è definita poesia "non finita" perché ogni poesia richiede che il lettore la termini nel suo cuore.
  • I poeti di haiku contemporanei scrivono poesie in forma di brevi frammenti di tre parole o anche meno.
  • L'haiku deriva da "hakai no renga", una poesia di gruppo collaborativa di un centinaio di versi di lunghezza. L'"hokku", o verso iniziale, di queste poesie indicava la stagione e conteneva una parola che tagliava. L'haiku ha continuato questa tradizione.

Certo, un haiku occidentalizzato, piegato alle leggi delle sillabe e non dei suoni, e per di più con un immaginario arabo marocchino italianizzato.
Son certo che usciranno cose sorprendenti.

Dopo aver detto quali sono le tre consegne [*contraintes*] da rispettare

1. da un minimo di 10 a un massimo di 17 sillabe
2. immagine della natura da mostrare
3. idea che si sovrappone nella seconda parte, sintatticamente slegata dalla prima (si può andare a capo oppure restare nella stessa riga separando le due parti con un trattino)

ho assegnato loro il soggetto, l'albero e/o i dettagli di un albero, secondo l'illuminante pensiero di Georges Perec:



E poi il compito l'ho fatto anch'io, anche se confido che i miei studenti facciano meglio, molto meglio.

1. Haiku su un albero

Vindice pioppo tremulo 
                        diman sarò terreno



2.  Haiku su parte/dettaglio di un albero


Grevi ammassate pigne 
                         inutile  tempo antico


3. Haiku su altro soggetto

Alta nel cielo una cicogna 
                         lontana ancor è casa








lunedì 8 settembre 2014

Inciampo nelle giornate


Inciampo nelle giornate
sbadatamente

osservo l'oggidì
scivolarmi addosso come 
un vestito di seta

mentre notti d'ieri adipose 
punteggiano le ore 
come stelle assopite.

Eppure, questa non 
è la mia vita.

La interpreto, 
ingannando gli altri e me stessa: 
l'ho presa a noleggio,
e intanto la millanto, 
la spaccio per esistenza.

sabato 28 giugno 2014

Per un'amica che parte




Ti vedi nello specchio e non ti guardi.
Non v’è abitudine in questo
desiderio nuovo di definire
lo spazio tuo.
Lo dice l’abito rosa e lo urlano gli orecchini
lo dice il sorriso a volte sospeso che
lanci al cielo addensato lassù.

Scompaiono in fretta le nuvole:
le cacci via con un
fermo gesto leggero.

E nello  sguardo composto
guardi al comune domani,
dimenticando, fiduciosa,
ansie sopite e sussurri astratti
in un azzurro
di malinconica resa.

Jacqueline

domenica 15 giugno 2014

Machi mouchkil

photo by JSpaccini©2014


A Vera, Barbara, Candelaria e Mia



MACHI MOUCHKIL


se le luci non funzionano 
e il video scarica rumori 
se le parole in prova non arrivano 
come dovrebbero e il pubblico 
a stento esce dal conto delle dita

machi mouchkil


se il villaggio del tuo cuore è mutato 
nell'affanno della caccia 
al segno di passato 
che una bimba edificò

machi mouchkil

se in auto si parla di gioie 
che non hai vissuto 
e d'improvviso condividi i tuoi dolori 
mentre crollano miti nella realtà di fiaba

machi mouchkil

se resti in punta di piedi 
sulle labbra  un poco rosse 
e un poco pallide perché tu sei così, 
pudìca e accogliente

machi mouchkil

se della tua vita apprendo 
eventi che m'avrebbero stroncata e tu 
sei andata avanti, coi frantumi 
caparbiamente rincollati

machi mouchkil

se dono il silenzio di me 
e ricevo il sorriso da donne che ho 
incontrato o ritrovato 
e che sono ora parole di carne 
attorno a un tavolo o a un acquaio

machi mouchkil


sono adesivi ostentati sotto alla pellicola incolore 
della pelle, stesa male perché sincera, 
per permettere alla mia carne di abbracciarle 
e di amarle, queste sorelle di parole.


Machi mouchkil davvero nessun problema,
Machi mouchkil, machi mouchkil

E dima, per sempre.

©Jacqueline Spaccini 
Rabat 15 giugno 2014


martedì 1 aprile 2014

Le tasche della notte

Per il tuo compleanno, 
Romain





Ho rovistato
nelle tasche della notte
alla ricerca di stelle luminose.

Ho trovato un buco
in fondo a una piega
e poche cose:

un non so che odore
di retrobottega
un sorriso in apprendistato

e briciole galeotte
di magnificenza.

2014 ©JS

martedì 25 febbraio 2014

26 febbraio 1994



Sei arrivato al tempo giusto 
in un tempo lontano
ora sei lontano
e il tempo è stato con te ingiusto

ma anche con me 

non osiamo neppure chiedere 
quanto ancora ci sarà accordato
e avanziamo immobili
tenendoci stretto 
quel poco tanto appreso
quel molto  inutile dimenticato

ricordando che un giorno di
quel tempo, anch'esso lontano,
decidemmo che un anello
ci avrebbe legato 
più dei sei anni
passati a condividere giornate
e a crescere un figlio
non battezzato ma amato
e amato, sempre sempre amato.

Oggi 
ricordo
ricordiamo
ricordi?
che vent'anni fa
venivo a te 
vestita di rosso
a metà della vita, felice
e confusa ancora giovane mamma
con un giovanottino in lacrime
tra le  braccia
a ritardar la firma su un foglio
di cui non s'ha più memoria.

Tra fiori piccioni  vino e lago
tra il pianto e le risa
si aggirava quell'ansia di ripartire
quella smania ingenua
di riscrivere la nostra storia.
Daccapo. E per bene.

Non mi volto
e non faccio bilanci:
ci siamo 
ci sono
ci sei.

Questo conta.
Lasceremo altre albe e altre stagioni
dietro di noi
in un presente vissuto quasi con fastidio
per non confessare il pudore del timore
che il tempo non sia più amico,

continuando a buttarci nel mondo
irriflessivi, noi, vecchi ragazzi
che non s'arrendono alla realtà.

venerdì 14 febbraio 2014

Giorno di san Valentino



A ogni snodo di vita
c'è appena il tempo
per volgere lo sguardo
a quel che già non è più.

Ma davanti
nulla ancora s'intravede:
è un fotogramma bianco
quello che occupa
la visione della mente

Un passo al giorno
e giorni interi fermi
cedono a poche ore in salita
dove rapida è la marcia
che accorda attimi di canto

per correre
e correndo
non si rammenta più
di bagnarsi sotto la pioggia
di sentire il mantello del sole 
di ammirare il tramonto più bello 
in solitudine

non si conta più
il canto degli uccelli
il profumo dei fiori
l'assenza delle campane
il tempo ritrovato

né si tiene a memoria

da quanto tempo cammino

senza quella mano sulla spalla
né la mia testa sul tuo cuore.

JS 14 feb 2014

sabato 18 gennaio 2014

Spazzo via

Spazzo via 

L'artista, autore di questo quadro è Mahi Binebine (Marrakesh, 1959)

Spazzo via

tento

il malumore  la rabbia la tristezza
l'impotenza la paura la desolazione
il freddo 
dentro di me

l'ombra 
il colore viola cinerino
la nuvolaglia
il cemento delle case
e la sterpaglia che neppure vogliono i gatti

e mi assento

nel bianco di qui
sprofondando nel nulla
asettico di pelle o sky
nel wengé africano
made in Malaysia 

e mi stordisco le orecchie per non sentire più
e mi rovino gli occhi per ricominciare a vedere

perché con altro sguardo penetri la vita

la mia

perché il sole di qui 
accechi la vista di felicità

e possa alfine sentire il canto degli uccelli
che qui non cantano

il suono delle campane
che qui tacciono

il guaito dei cani
che qui scacciano.


Attendo
e mentre attendo
lotto


per sentirmi nuovamente 
a casa.


JS 
18.01.2014

lunedì 16 dicembre 2013

Un pastrano di tristezza

Un pastrano di tristezza




Ascolto la canzone
e tutto urla dentro
mentre resto in silenzio.

Urlo l'ingiustizia
delle promesse
come le paste della domenica
così belle e ordinate
che  alla fine di un pranzo
fossero tutte marce e scadute.

Così noi due:
ho incollato poster per oltre vent'anni
che dicevano che ci amavamo
e che tutto era fulgido
mentre  diligentemente
aggiungevo scotch
a riparare  graffi
 strisciate
e scarabocchi che altri
non io
avevano apposto.

Ora vivo immobile
senza manifesti né quadri
che stanno a terra
e non oso più prendere chiodi
per tèma di bucare pareti 
troppo fragili.

Nella provvisorietà di oggi
sento freddo e caldo
e poi caldo e freddo
stonata.
Sento tutto a tratti
e non sento assolutamente
niente.
Sono altrove e in fondo
non sono da nessuna parte.

Ondeggio,
come un'imbarcazione perdutasi
nella palude
brilla, come la luce che scorgo 
di lontano.
Troppo lontana da noi
ma brilla ancora.
Solo, non so per chi.

martedì 12 novembre 2013

Ho acceso la finestra

photo by JSpaccini



Ho acceso la finestra
Tirato su la stanza
Ma nulla è accaduto.


Allora ho tirato su la serranda
E illuminato per bene la casa.
  Ma nulla ugualmente è accaduto.


JS

venerdì 8 novembre 2013

Ignora quella bandiera


photo by JSpaccini


Ignora quella bandiera rossa
l'affannata lancetta
che invano si dimena

sempre la stessa ora annuncia
il quadrante arrotondato
e non v'è verso di spostarla

dall'una fissa e lì affissa
che non rinuncia e non s'arrende
alla ressa orante del venerdì.

Invita alla preghiera
anche la stella verde 
               sopra di lei.

8.11.2013

martedì 15 ottobre 2013

È una notte strana (TOGETHER YOU FIND BETTER)



www.thestar.com


Brucio senza fiamma
priva di ossigeno e il filo
nero di fumo lo serbo dentro.


Nessuno vede attraverso la trama,
l'oceano il sorriso e tutte le maschere
in cui sprango la mia solitudine


e cedo a un tango che nega la resa
e vago senza speranza vale un giro
tondo che balza in cresta all'attesa

e tiro (e tiro) e non c'è nulla oltre.

JS
15.10.2013

sabato 14 settembre 2013

Tre parole (Le rideau bleu)


(D'où ça vient 
ce débit de savoir)

nel silenzio musicale che piano si dilegua, siedo,
  fissando una tenda turchina rievocante
 cieli antichi di carta stellata

ne te laisse pas aller

attendo s'animi il palco tra violoncelli 
che a terra giacciono in calcolato disordine


ne pense jamais que tu es seule

la tua assenza si staglia, 
l'assenza di voi tutti, mi riempie gli occhi
e raschia nel cuore un coagulo di giustizia 


que faire ? que faire ?

tre parole allora, un monito forse,
per il tempo che resterà:
vivere, amare, essere amata

(lutter, survivre, se pardonner peut-être)

JS Rabat, 13/09/2013

giovedì 30 maggio 2013

La bêche



photo by Hyena (wikipedia.fr)

 Comme une bêche

*


Si j’avais un cœur  labourant  les sentiments
Comme fait la bêche qui retourne la terre

Sans avoir à couper les racines de mon être
Ni à arracher les plaisirs enfouis dans le sol

Où m’opprime la jauge de l’espace fibré
Qu’ameublit rarement cet outil d’occasion
Je n’aurais plus souci de mon âme émiettée

Et pourrais bâcher bien son plafond de fleurs molles

JS
avril 2013 
[poème écrit à l'occasion du Festival LIRE AU JARDIN  Versailles 2013]

mercoledì 8 maggio 2013

Tornando a casa (Mamma)




Solo righe di traverso
 multicolori
poi verticali bianche e blu
e anche più sottili
blu e bianche
a dire 
la mia impotenza
 a dire
la mia tristezza
e la mia pochezza.

D'altronde,

per ritrovare  mia madre
mi è sufficiente 
guardarmi riflessa 
nello specchio
ogni mattina.


6.05.2013 in volo sui cieli italofrancesi

martedì 8 gennaio 2013

Telle une louve


Arturo Marini, La lupa ferita (1931)

Telle une louve elle rôde
son regard balayé elle le jette
toujours un peu loin aux aguêts
d'un ennemi mortel voulant la détourner
de l'objet imprévu de sa chasse.

La galeuse a ensorcelé sa proie
plus appétissante qu'une faim et
moins dépourvue que'une soif.

Elle danse autour d'elle.

Sous ses pattes, une neige chaste
où avancer toute fière et engouffreé
sans remords ni duveté pubescente.

JS

giovedì 20 settembre 2012

Perturbation de langue

Merci à
Roger-Pol Droit
et à
France Culture





Chi di spada ferisce /i cocci sono i suoi
Donne e fuoco /non si scorda mai
Il vino è forte, ma/ ogni bella donna diventa nonna.

Le sens est erratique
il se perd et se retrouve
recompose et se fracture
sans relâche
et discordant


comme la vie peut-être
comme la mienne assurément.

JSpaccini 20.09.2012

giovedì 30 agosto 2012

Nessuno mi ha avvertita



Nessuno mi ha avvertita
che il treno si era arrestato in corsa
che correvo dietro al nulla
che nella mano stringevo
 briciole di pane

Nessuno mi ha avvertita
che non ero più fanciulla
che quei segni di riso attorno agli occhi
erano la carne che pesa
nell'altrui sguardo

Nessuna mi ha avvertita
quando mi sono tuffata
e tuffata e rituffata
come tutto fosse una gita

quando non ho smesso di valicare la soglia
quando non ho cessato di vivere 
con la voglia di una figlia che mai sbaglia

Jacqueline Spaccini
30/08/2012


mercoledì 22 agosto 2012

Distogliersi


la foto è di Walter Siegmund clicca qui

Ho tenuto accesa la brace anno dopo anno
di nascosto e in silenzio
Ora è difficile tenere in vita il più piccolo lapillo
e non oso guardare dalla tua parte
non debba accorgermi che di me
solo  un pugno di cenere rimane

domenica 19 agosto 2012

Una lampadina


nella mia camera da letto
dove tutto è come di regola
c'è una lampadina al soffitto

che non è bella
e non è chic
a ricordarmi
che ovunque vada
sono una donna distratta


2012

sabato 7 luglio 2012

Foch (Salle d'attente)


Salle d'attente


Accès disque 
rouge et blanc
scanner en jaune
fluorescent
une orchidée est 
peinte au mur couleur
de jasmin et tout est
morne autour.

Inquiète je me lève
espérant les agacer tous,
personnel absent ou disparissant
dans les couloirs noirs.


Grabuge en solitaire : 
des bruits venant
des rues voisines
d'autres venant
des anxiétés citadines.


Ta perf attend comme moi
sans anges camaïeux
la fin de cette journée
de bleu et d'orange
au sillage parfumé.



JSpaccini©2012

domenica 10 giugno 2012

Capriccio di liquide e sibilanti




Azzurri sussurri
belle bolle, balle di riccioli,
uno scricciolo nel riccio di castagna
venuto canuto e già ingoiato dall'imbuto
anima celeste alma terrestre mia:

rulla rutilante cangiandoti, livore
dei passi sommessi tuoi
che a ricercar successo venisti
appresso a me, mentendo,
spacciandoti per altro, troneggiando
dall'umiltà millantata sul serio
rivolgendoti a me con candide vesti e chiedendo:

Mi amerai tu per la vita?

©JS

mercoledì 30 maggio 2012

Dans le village des métiers

foto by BLOGDECO

Dans le village des métiers
au jardin des poètes
je venais te croiser.

Tu étais là,
 boudeur comme on te connaît
dans ce pelote de laine qu'un architecte
bâtit sans trop y croire.


Tu es toujours là,
mais tu vois, on a pris du retard,
on s'est perdu de vue.

Depuis, sur mon regard
j'ai mis des ruches en protection :
tu maîtrises bien mon absence ?
Ce n'est pas grave,
je suis confortablement entourée
de tout ce qui me manque.

domenica 27 maggio 2012

On meurt tous


 dedicato a Marlene Dietrich



Ti nutri di me
mi divori
mi digerisci 
e mi risputi

tutti i giorni
tutti i giorni

e non sai nemmeno 
il mio nome

JSpaccini © 2012

sabato 26 maggio 2012

IIC and Suites



Allo specchio si racconta
ci fossero quella sera
tre poete sul palco
e due in sala
quattro a cena 
una a piedi nella notte riattraversava
il ponte di due città.

Quell'una scrisse alla terza
che tutto aveva osservato
la quarta se ne andò a far la mamma
ringraziò un po' delusa la seconda
e la quinta tacque dalla città terremotata.

Jacqueline Spaccini©2012

venerdì 25 maggio 2012

Pas la peine

JSpaccini©2010

Pas la peine de frapper
ici on n'ouvre à personne

On a tué tous les gentils oiseaux
déménagé les chiens
endormi les singes

il n'y a que ma voix
qui aboit
contre la rouille

des destins désamorcés
la veille.

Advena


Tu sei francese
                      per nascita
        italiana
                     per sangue
(un po' croata lo sei 
                        giusto per gusto)

ti dicono cosmopolita:
                                      ti senti defraudata
no, non perduta, solo un po' 
                                        tradita
amareggiata

tu sei vissuta
                               - hai vissuto -
                                                            abbastanza

per capire che ovunque 
                     tu sia te stessa
                                                  sarai straniera.

JS©2012

Inevitabilmente



Sei come un pesce pescato
con l'amo ancora in bocca

Nelle fauci nessun sapore

L'insidia è senza odore
come le amare tue sere

Ora metti i guanti  a preservare
quelle mani che nessuno bacia.


©Jacqueline Spaccini