Jacqueline Spaccini ©2011

sabato 20 agosto 2011

Favole virili

Thorvaldsen, Giasone www.scultura-italiana.com

A Romain


Per te scelsi gli dei dell'Olimpo,
tutta la saga, poi ai semidei
passai e ai mortali eroici:
Ercole che strangola i due serpenti,
il nodo gordiano del prode Alessandro,
la patria ritrovata di Enea nobile figlio,
così di Ulisse l'astuzia senza fortuna
di  un padre che non crebbe il suo erede.

Edipo te lo raccontai, omettendo in parte
le azioni sue nefaste,
d'un giovane
predestinato colpevole.

Icaro il folle non lo amai poi tanto
e la sorte
del contrito Egeo
echeggiò nel buio spaurito
della mia anima materna.

Ma tu scegliesti l'intrepido figlio di Esone,
Giasone, lasciandomi stupita.
Che cosa ti aveva colpito:
la conquista del vello d'oro,
l'amore suo con la maga passionale,
la sorte orribile dei figlioletti?
O forse fu l'ardimento dimostrato,
nel piglio d'avanzar verso il destino?

Ma tu mi rispondesti che a lui ti comparavi
per via di quell'unico sandalo
con cui al paesello si presentò,
scalzo di un piede.
Così come comunemente solevi
girar per casa
nei primi tuoi cinque anni.

Feroci e inoppugnabili
ascosi al vano filosofar
di madre
san essere i processi analogici

di  un  bimbo biricchino.

Jacqueline Spaccini@2011



Favole virili

Thorvaldsen, Giasone www.scultura-italiana.com

A Romain


Per te scelsi gli dei dell'Olimpo,
tutta la saga, poi ai semidei
passai e ai mortali eroici:
Ercole che strangola i due serpenti,
il nodo gordiano del prode Alessandro,
la patria ritrovata di Enea nobile figlio,
così di Ulisse l'astuzia senza fortuna
di  un padre che non crebbe il suo erede.

Edipo te lo raccontai, omettendo in parte
le azioni sue nefaste,
d'un giovane
predestinato colpevole.

Icaro il folle non lo amai poi tanto
e la sorte
del contrito Egeo
echeggiò nel buio spaurito
della mia anima materna.

Ma tu scegliesti l'intrepido figlio di Esone,
Giasone, lasciandomi stupita.
Che cosa ti aveva colpito:
la conquista del vello d'oro,
l'amore suo con la maga passionale,
la sorte orribile dei figlioletti?
O forse fu l'ardimento dimostrato,
nel piglio d'avanzar verso il destino?

Ma tu mi rispondesti che a lui ti comparavi
per via di quell'unico sandalo
con cui al paesello si presentò,
scalzo di un piede.
Così come comunemente solevi
girar per casa
nei primi tuoi cinque anni.

Feroci e inoppugnabili
ascosi al vano filosofar
di madre
san essere i processi analogici

di  un  bimbo biricchino.

Jacqueline Spaccini@2011



venerdì 19 agosto 2011

Mitiche eroine

Jeanne d'Arc: immagine prelevata da questo sito


Tu non sai,
non hai visto dentro di me
Jeanne D'Arc indomita bambina,
né le galoppate di Calamity Jane
lungo le scale di una periferia adolescente
e pure ignori la lampada che rischiarava
la Florence Nightingale dal cuore diciottenne.

Non lo sai,
però
dell'una gl'impeti, dell'altra la grinta
e lo slancio al sacrificio della terza
hai conosciuto.

Io invece per me
non ho ravvisato la loro gloria,
l'urlo delle folle  le medaglie
né la grazia né il biasimo

bensì
l'ebrezza e la iattura
d'essere sempre
ardita e forte,
inespugnabile umana
e imperterrita guerriera.

Ho continuato a propormi così,
vita natural durante.

Ho continuato

a vivere
la favola di altre donne.

Mitiche eroine

Jeanne d'Arc: immagine prelevata da questo sito


Tu non sai,
non hai visto dentro di me
Jeanne D'Arc indomita bambina,
né le galoppate di Calamity Jane
lungo le scale di una periferia adolescente
e pure ignori la lampada che rischiarava
la Florence Nightingale dal cuore diciottenne.

Non lo sai,
però
dell'una gl'impeti, dell'altra la grinta
e lo slancio al sacrificio della terza
hai conosciuto.

Io invece per me
non ho ravvisato la loro gloria,
l'urlo delle folle  le medaglie
né la grazia né il biasimo

bensì
l'ebrezza e la iattura
d'essere sempre
ardita e forte,
inespugnabile umana
e imperterrita guerriera.

Ho continuato a propormi così,
vita natural durante.

Ho continuato

a vivere
la favola di altre donne.