Jacqueline Spaccini ©2011

domenica 10 aprile 2011

SIA COME SIA

Aurora zagabrese PHOTO JSpaccini©1997

Sogni ne avevo

ma pochi.

Progetti nessuno

magari un lavoro

dignitoso che docile

la formica avrebbe

coltivato.


Bella non ero o meglio

non sapevo:

alle parole di un ciarlatano

credetti un giorno

perdendo il poco senno.

Per ordine ne arrivò

un altro. A lui detti ancor

meno peso, pür d’esser

viva m’era lieto il pensiero.

Invano soffrii, ma

il cor spesso s’è detto

che un temporale pure

rende più vera la schiarita.

Fu un inganno di parole ché

potessi portarle a testimoni

di un processo interiore

vincerei tutte le cause se

nella vittoria non vi fosse

di già la sconfitta.


Dei pochi sogni giovanili

serbo uno solo – e manco c’era:

guidare del figlio la cordata

e lasciare a lui la cima.

Il verdetto emesso esecuzione

di sentenza alfine non prevede

di ripartire altrove giuro

anzi non se ne parla:


sia come sia io resto qui.

Jacqueline Spaccini
17.11.2005

 

 

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