ARBORALTACCUINO
(21-22/01/1996)
A mia madre e mio padre,
terra e radici della mia pianta.
PINUS PINEA
PINO DA PINOLI
PIN PARASOL
(Roma - Autostrada del Sole, verso Milano)
Basta che ti pensi
per vedere casa mia.
Nessun altro come te
potrà mai rendermi la leggerezza
dell'orizzonte ceruleo,
né le flave risate del
mio sole romano.
Soprattutto quando t'incontro,
lungo la retta stradale
- perduto e scompagnato -
s'accende in me come
un faro notturno l'idea: ecco
la mia anima terrestre.
Ma qui non sei ora
ed io mi trovo altrove.
II
LARIX DECIDUA
LARICE
MÉLÈZE
(Vallée d'Aoste)
Le miel de la vallée dauphinoise
sur ton écorce rouge m'a collée
à ta beauté caduque.
Les petites bosses de tes rameaux,
dernier cadeau des aiguillettes
mourantes,
ressemblent à celle qui campe
sur mon petit nez :
c'est drôle, tu as décidé de
sortir du groupe et moi avec.
La plus belle saison de ma vie
- je me le demande -
a-t-elle été la tienne aussi ?
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| CEDRO DELL'ATLANTICO - ©giardinaggio.net |
III
CEDRUS ATLANTICA
CEDRO DELL'ATLANTE
CÈDRE DE L'ATLAS
(Frascati, Roma)
Una piccola finestra
che dalla cucina
si apre sul borgo frascatano
non s'attendeva la vostra magnificenza:
troppo estesa, troppo imponente
la piramide fogliare per me.
Cresciuti in cattività
avete ancora memoria dei monti
atlantici e del sole
magrebino il rimpianto (nell'arsura
estiva) assedia furtivo i palchi
vostri furtivi?
Ora che quella casa
più non è mia,
per sempre la sua immagine
è a voi legata, a quando nelle
attese - e quanto a lungo! -
scrutavo le botticelle erette
sulle foglie aghiformi.
Ma è sempre vero che
l'àpice è infossato?
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| ARAUCARIA DEL CILE - ©planfor.co.uk |
IV
ARAUCARIA ARAUCANA
ARAUCARIA DEL CILE
ARAUCARIA
(Cannero Riviera, Lago Maggiore, Novara)
¿Quién eres?
Y tú, ¿qué quieres?
Sei strana nel corpo e nel tono,
aguzza colonna viridea.
Uso il tuo idioma - forse mi confondo -
eppure mi aggredisci. ¿Por qué?
Mi parli nella lingua dell'oppressore:
lo sai che i figli miei
di Chiloé e di Atamaca
hanno perduto le acque e la sabbia,
chiusi nel recinto ispanico?
Parlami in mapuche
e io volentieri ti risponderò.
Dammi la terra madre
e io volerò verso l'alto
come questo lago freddo
non ha visto mai.
Il tuo dolore è coriaceo e ignoto
ai miei sensi: debbo partire - e capire -.
A interrogarti, di certo tornerò.
QUERCIA - @Jean-Pol Grandmont
V
QUERCUS ROBUR
QUERCIA
CHÊNE
(Zagreb, Hvratska)
Aspetto primavera
per correre alla tua ombra merlettata,
maestosa pianta e longeva
che con le sorelle germane
imperi nel Maksimir zagabrese.
Accanto al mio acero un giorno
forse t'ammirerò
ché l'humus calcareo
ugualmente
za vas è venefico.
L'amore mutò in rivelazione
quando la manina diletta
la lunga foglia bruna
mi donò:
C'est pour toi, maman chérie...
Ora che ti vedo nel traffico
quotidiano, alla mia destra
raggiante,
- nuda ma imperterrita orgogliosa -
ti dico: attendi anche tu l'estate
che viene,
de mon herbier tu es
la reine.
recitata al circolo Fortebraccio - Forte Fanfulla, Roma il 28.05.2011
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| CERRO - ©digilander.it |
VI
QUERCUS CERRIS
CERRO
CHÊNE CHEVELU
(Gubbio, Perugia)
Ricordo di averti accarezzato
quando bambina
mi appoggiavo alla corteccia tua
screpolata e rugosa
a consolar le lacrime.
A sera ti ritrovavo nel tizzone
odoroso del caminetto familiare.
Non t'apprezzai per i rami
tuoi troppo fragili
- ché anch'io riuscivo a spezzare
sotto le ginocchia adolescenti -;
e oggi che sei in un mondo
lontano (quello che non torna),
vorrei chiederti perdono e
mangiarti perfino i frutti amari
che il passato iguvino
non mi ha risparmiato.
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| FRASSINO - ©pauletpaula.skynetblogs.be |
VIIFRAXINUS EXCELSIORFRASSINOFRÊNE(Abbaye de Beauport, Paimpol, Bretagne)
Quando ci presentarono,avevi da poco festeggiato il tuo bicentenario e finito di appropriarti di un'abbazia in rovina.Beau port è stato il tuopiù che dei bretoni monaciviandanti, che dal Nordamerica rivoltosot'aveano per sé rapito.
Non sempre ho saputo contare le ìmpari fogliolineper distinguerti dalla Pterocarya;così mi scuserai se diffidodelle stìpoli ingannevolie attendo le sàmare autunnaliper riconoscerti. |
| FAGGIO - ©ambmuggia.it |
VIIIFAGUS SYLVATICAFAGGIOHÊTRE (Zagreb, Hrvatska) Non è stato possibile ignorartinella foresta che mi ospitava atterrita e sgomenta, perduta com'io ero,tra i tronchi tuoi tondeggiantie accecata dalle cortecce luminiscenti.Fosse stata notte, la scorza lisciaavrei potuto scambiarla per un saurofuori dal tempo. Ma il sole filtrava giàtra le chiome ramate e le faggiòle se ne stavano al caldo nelle cupole spinose.
Inquieta presenza in un paese stranieroove le ricche culle dei bimbi t'ignoranoe tu non sei rassicurante neppurenella gabbia dell'orto in cui t'hannoimprigionato e che un giorno sradicherai(ma questo loro ancora non lo sanno...).Vòlto lo sguardo al passaggio,ma tu capirai.
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| ACERO - ©florelaurentienne.com |
IX ACER RUBRUMACEROÉRABLE(Pérouges, Ain-Zagreb, Hrvatska)
T'ho incontrata nel calendario celticoprima ancora che nella vita,mia lùtea e bellissima pianta.
Mese d'aprile acero rosso tiglio nostrano se sei di settembredisse la carta che non comprailasciandola nel borgo di Pérouges medievale.
Ritrovandoti nel Ribnjak parkmi cogliesti di sorpresa:mi parve allora di buon auspicionon calpestare le disàmare tue.
T'han chiamato sicomoroma errando ché l'humus bagnatosuppliva il rivo natìo quandoil fogliame autunnale se ne volò viae l'elico movimento - da tempo immoto -rimpiangeva di già il vento amico.
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| OLIVO - ©venafro.it (il nome dell'autore è visibile) |
XOLEA EUROPEAOLIVOOLIVIER(Casperia, Rieti-Split, Hrvatska) M'avean ben detto che dei frutti acerbi l'amaro sputa la bocca;ugualmente ho voluto provare:le drupe pèste ho assaggiatoe il liquido aureo ho bevuto.
Ma non mi piaceva quella tua schiena contortae la sideralità fogliaresedotta non m'aveaquando tra i fiori biancastri mi aggiravo.
T'ho visto poi di calceimbiancato, nell'abbandono d'uno scarico industriale,dall'alto di un bus dragonescoche al mare mi portava, tra curve mortifere, quando a teneppure la saliva salmastrapiù arrivava.
Pace non portasti(Getsémani non ho dimenticato);solo tra mille altri reietti alloradalla fossa spalatina - e per sempre -una croce sul mio disagio hai segnato.
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| NOCE - ©luirig.altervista.org |
XIJUGLANS REGIANOCENOYER(Rocca di Papa, Roma)
Noyer noyé dans mon passé récentet récupéré de justesse en écrasantton fruit de Noël respendissant...
Je nous revois par un froid matin d'hiver- le gel, tu l'endurais si mal etl'argille craquait sous mes bottes crottées - dans un verger presque montagnard.Quelle surprise fut la main souilléepar le brou charnu, nouvel abri et vertde tes cerneaux nigrescens !
Coeur marin, écrin ligneux,perle sans éclat de mon enfance curieuse et pauvre,où se cache l'orient d'airainqui t'a donné le jour ? |
| PIOPPO NERO - ©luirig.altervista.org |
XIIPOPULUS NIGRAPIOPPO NEROPEUPLIER NOIR(Zagorje, Hrvatska)
M'hai scompigliato i capellialle spalle coi tuoi glabri rombi e leggeri.
Ho cacciato l'amento rubizzoimpigliato nella frangettaumida dello Zagorjee mi sono voltata.
Non eri il cipressino che ricordavo,ma tu già ti confondevi dietro aun melo troppo gravido e malato.M'hai salutataondeggiando dolcemente il corpo:eri grande e alto e lieve.
T'avevo avvicinato - giovinetta -in una pagina di Balzac (masuperficialmente); alloraho affondato la mia carezzanella fessura della scorza tua profonda.
Il contatto è rimasto intatto,e pulsa ancora qui, nei polpastrelli.Vedi, non ho dimenticato.
XIIIULMUS LAEVISOLMO CIGLIATOORME(Zagreb, Hrvatska)
J'ai rencontré tes feuilles avant toi, par terre.Après, j'ai levé les yeux au ciel, sans te trouver.Tu étais cilié dans le vrt croate,caché parmi les charmes frondeux.Presque impossible de te voir en Italie,il m'a fallu mille kilomètres pour m'approcher de toi ;mais contre une ondée imprévue,sous ta chevelure clairsemée,je n'ai pas su me mettre à l'abri.Et pourtant, je te le jure : attendez-moi sous l'orme, je n'avais pas dit.
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