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| PAUL DELVAUX |
Sto finendo di attraversare la vita:
vai piano mi dico
vai piano, quanto tempo
ti sarà concesso ignori.
Sprechi non fare e
impara a economizzare.
Voltarti indietro?
È un gioco baro
gli anni perduti più
nessuno a te
- mai più -
renderà.
Nello sguardo innocente
d’un bimbo quasi uomo
si condensa la vita:
libero dalle tue apprensioni
libero camminerà.
Chi divide il tuo letto
talvolta
la schiena ti porge
e la coscia smagrita
a medicar ferite
senza importanza.
E dunque diffida del passato
traghetta il futuro nell’oggi
non confidare nell’amore
muro di calce esso è,
al primo rèfolo crollerebbe.
Vorresti smarrirti tra
le foglie amiche immemori
della passata stagione.
Non come te.
Ma loro danzano e tu sei
(cioè io sono)
pesante.
Bùttati allora il sale
dietro le spalle
polìte da un colpo
di spazzola deciso.
Meno male farà.
Trascura i timori
accompagnando i giorni
come fossero immortali,
credendo d’esser viva
narcotizza di netto la sera.
Ricorda solo il bello,
qualcosa ci sarà pur stato
da salvare nel cuore.
E poi getta tutto
nell’immondizia.
Jacqueline Spaccini

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