Jacqueline Spaccini ©2011

domenica 5 giugno 2011

TRENTA SECONDI DI VITA

foto prelevata dal sito tramroma.com



Sei  passato, come in un film,
annunciato da lontano
dalla tua barba e m’hai lasciata
sulle rotaie paralizzata.

Coi piedi radicati nel cemento
l’anima con gli occhi
ti correva appresso,
e le mani le ho incollate
ai fianchi prosperosi.

Non era un girotondo,
seppure la piazza ne faceva.
Sei sfilato via col tuo zainetto
e lo sguardo appuntato
su di me.

Levasti la mano, lieve,
a mo’ di saluto. Provocatore.
Muta, t’ho guardato sparire
piano piano e così presto
mentre chiamavo indietro
la mia anima.


Trenta secondi di vita, all’incirca.

* * *
Recitata all'Accademia di Brera, Milano marzo 2011

(Di seguito, la stessa poesia, registrata con la mia voce )

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