Jacqueline Spaccini ©2011

sabato 28 giugno 2014

Per un'amica che parte




Ti vedi nello specchio e non ti guardi.
Non v’è abitudine in questo
desiderio nuovo di definire
lo spazio tuo.
Lo dice l’abito rosa e lo urlano gli orecchini
lo dice il sorriso a volte sospeso che
lanci al cielo addensato lassù.

Scompaiono in fretta le nuvole:
le cacci via con un
fermo gesto leggero.

E nello  sguardo composto
guardi al comune domani,
dimenticando, fiduciosa,
ansie sopite e sussurri astratti
in un azzurro
di malinconica resa.

Jacqueline

Per un'amica che parte




Ti vedi nello specchio e non ti guardi.
Non v’è abitudine in questo
desiderio nuovo di definire
lo spazio tuo.
Lo dice l’abito rosa e lo urlano gli orecchini
lo dice il sorriso a volte sospeso che
lanci al cielo addensato lassù.

Scompaiono in fretta le nuvole:
le cacci via con un
fermo gesto leggero.

E nello  sguardo composto
guardi al comune domani,
dimenticando, fiduciosa,
ansie sopite e sussurri astratti
in un azzurro
di malinconica resa.

Jacqueline

domenica 15 giugno 2014

Machi mouchkil

photo by JSpaccini©2014


A Vera, Barbara, Candelaria e Mia



MACHI MOUCHKIL


se le luci non funzionano 
e il video scarica rumori 
se le parole in prova non arrivano 
come dovrebbero e il pubblico 
a stento esce dal conto delle dita

machi mouchkil


se il villaggio del tuo cuore è mutato 
nell'affanno della caccia 
al segno di passato 
che una bimba edificò

machi mouchkil

se in auto si parla di gioie 
che non hai vissuto 
e d'improvviso condividi i tuoi dolori 
mentre crollano miti nella realtà di fiaba

machi mouchkil

se resti in punta di piedi 
sulle labbra  un poco rosse 
e un poco pallide perché tu sei così, 
pudìca e accogliente

machi mouchkil

se della tua vita apprendo 
eventi che m'avrebbero stroncata e tu 
sei andata avanti, coi frantumi 
caparbiamente rincollati

machi mouchkil

se dono il silenzio di me 
e ricevo il sorriso da donne che ho 
incontrato o ritrovato 
e che sono ora parole di carne 
attorno a un tavolo o a un acquaio

machi mouchkil


sono adesivi ostentati sotto alla pellicola incolore 
della pelle, stesa male perché sincera, 
per permettere alla mia carne di abbracciarle 
e di amarle, queste sorelle di parole.


Machi mouchkil davvero nessun problema,
Machi mouchkil, machi mouchkil. 

E dima, per sempre.

©Jacqueline Spaccini 
Rabat 15 giugno 2014


Machi mouchkil

photo by JSpaccini©2014


A Vera, Barbara, Candelaria e Mia



MACHI MOUCHKIL


se le luci non funzionano 
e il video scarica rumori 
se le parole in prova non arrivano 
come dovrebbero e il pubblico 
a stento esce dal conto delle dita

machi mouchkil


se il villaggio del tuo cuore è mutato 
nell'affanno della caccia 
al segno di passato 
che una bimba edificò

machi mouchkil

se in auto si parla di gioie 
che non hai vissuto 
e d'improvviso condividi i tuoi dolori 
mentre crollano miti nella realtà di fiaba

machi mouchkil

se resti in punta di piedi 
sulle labbra  un poco rosse 
e un poco pallide perché tu sei così, 
pudìca e accogliente

machi mouchkil

se della tua vita apprendo 
eventi che m'avrebbero stroncata e tu 
sei andata avanti, coi frantumi 
caparbiamente rincollati

machi mouchkil

se dono il silenzio di me 
e ricevo il sorriso da donne che ho 
incontrato o ritrovato 
e che sono ora parole di carne 
attorno a un tavolo o a un acquaio

machi mouchkil


sono adesivi ostentati sotto alla pellicola incolore 
della pelle, stesa male perché sincera, 
per permettere alla mia carne di abbracciarle 
e di amarle, queste sorelle di parole.


Machi mouchkil davvero nessun problema,
Machi mouchkil, machi mouchkil. 

E dima, per sempre.

©Jacqueline Spaccini 
Rabat 15 giugno 2014


martedì 1 aprile 2014

Le tasche della notte

Per il tuo compleanno, 
Romain





Ho rovistato
nelle tasche della notte
alla ricerca di stelle luminose.

Ho trovato un buco
in fondo a una piega
e poche cose:

un non so che odore
di retrobottega
un sorriso in apprendistato

e briciole galeotte
di magnificenza.

2014 ©JS

Le tasche della notte

Per il tuo compleanno, 
Romain





Ho rovistato
nelle tasche della notte
alla ricerca di stelle luminose.

Ho trovato un buco
in fondo a una piega
e poche cose:

un non so che odore
di retrobottega
un sorriso in apprendistato

e briciole galeotte
di magnificenza.

2014 ©JS

martedì 25 febbraio 2014

26 febbraio 1994

Mahi Binebine


Sei arrivato al tempo giusto 
in un tempo lontano
ora sei lontano
e il tempo è stato con te ingiusto

ma anche con me 

non osiamo neppure chiedere 
quanto ancora ci sarà accordato
e avanziamo immobili
tenendoci stretto 
quel poco tanto appreso
quel molto  inutile dimenticato

ricordando che un giorno di
quel tempo, anch'esso lontano,
decidemmo che un anello
ci avrebbe legato 
più dei sei anni
passati a condividere giornate
e a crescere un figlio
non battezzato ma amato
e amato, sempre sempre amato.

Oggi 
ricordo
ricordiamo
ricordi?
che vent'anni fa
venivo a te 
vestita di rosso
a metà della vita, felice
e confusa ancora giovane mamma
con un giovanottino in lacrime
tra le  braccia
a ritardar la firma su un foglio
di cui non s'ha più memoria.

Tra fiori piccioni  vino e lago
tra il pianto e le risa
si aggirava quell'ansia di ripartire
quella smania ingenua
di riscrivere la nostra storia.
Daccapo. E per bene.

Non mi volto
e non faccio bilanci:
ci siamo 
ci sono
ci sei.

Questo conta.
Lasceremo altre albe e altre stagioni
dietro di noi
in un presente vissuto quasi con fastidio
per non confessare il pudore del timore
che il tempo non sia più amico,

continuando a buttarci nel mondo
irriflessivi, noi, vecchi ragazzi
che non s'arrendono alla realtà.

26 febbraio 1994

Mahi Binebine


Sei arrivato al tempo giusto 
in un tempo lontano
ora sei lontano
e il tempo è stato con te ingiusto

ma anche con me 

non osiamo neppure chiedere 
quanto ancora ci sarà accordato
e avanziamo immobili
tenendoci stretto 
quel poco tanto appreso
quel molto  inutile dimenticato

ricordando che un giorno di
quel tempo, anch'esso lontano,
decidemmo che un anello
ci avrebbe legato 
più dei sei anni
passati a condividere giornate
e a crescere un figlio
non battezzato ma amato
e amato, sempre sempre amato.

Oggi 
ricordo
ricordiamo
ricordi?
che vent'anni fa
venivo a te 
vestita di rosso
a metà della vita, felice
e confusa ancora giovane mamma
con un giovanottino in lacrime
tra le  braccia
a ritardar la firma su un foglio
di cui non s'ha più memoria.

Tra fiori piccioni  vino e lago
tra il pianto e le risa
si aggirava quell'ansia di ripartire
quella smania ingenua
di riscrivere la nostra storia.
Daccapo. E per bene.

Non mi volto
e non faccio bilanci:
ci siamo 
ci sono
ci sei.

Questo conta.
Lasceremo altre albe e altre stagioni
dietro di noi
in un presente vissuto quasi con fastidio
per non confessare il pudore del timore
che il tempo non sia più amico,

continuando a buttarci nel mondo
irriflessivi, noi, vecchi ragazzi
che non s'arrendono alla realtà.

venerdì 14 febbraio 2014

Giorno di san Valentino



A ogni snodo di vita
c'è appena il tempo
per volgere lo sguardo
a quel che già non è più.

Ma davanti
nulla ancora s'intravede:
è un fotogramma bianco
quello che occupa
la visione della mente

Un passo al giorno
e giorni interi fermi
cedono a poche ore in salita
dove rapida è la marcia
che accorda attimi di canto

per correre
e correndo
non si rammenta più
di bagnarsi sotto la pioggia
di sentire il mantello del sole 
di ammirare il tramonto più bello 
in solitudine

non si conta più
il canto degli uccelli
il profumo dei fiori
l'assenza delle campane
il tempo ritrovato

né si tiene a memoria

da quanto tempo cammino

senza quella mano sulla spalla
né la mia testa sul tuo cuore.

JS 14 feb 2014

Giorno di san Valentino



A ogni snodo di vita
c'è appena il tempo
per volgere lo sguardo
a quel che già non è più.

Ma davanti
nulla ancora s'intravede:
è un fotogramma bianco
quello che occupa
la visione della mente

Un passo al giorno
e giorni interi fermi
cedono a poche ore in salita
dove rapida è la marcia
che accorda attimi di canto

per correre
e correndo
non si rammenta più
di bagnarsi sotto la pioggia
di sentire il mantello del sole 
di ammirare il tramonto più bello 
in solitudine

non si conta più
il canto degli uccelli
il profumo dei fiori
l'assenza delle campane
il tempo ritrovato

né si tiene a memoria

da quanto tempo cammino

senza quella mano sulla spalla
né la mia testa sul tuo cuore.

JS 14 feb 2014

sabato 18 gennaio 2014

Spazzo via

Spazzo via 

L'artista, autore di questo quadro è Mahi Binebine (Marrakesh, 1959)

Spazzo via

tento

il malumore  la rabbia la tristezza
l'impotenza la paura la desolazione
il freddo 
dentro di me

l'ombra 
il colore viola cinerino
la nuvolaglia
il cemento delle case
e la sterpaglia che neppure vogliono i gatti

e mi assento

nel bianco di qui
sprofondando nel nulla
asettico di pelle o sky
nel wengé africano
made in Malaysia 

e mi stordisco le orecchie per non sentire più
e mi rovino gli occhi per ricominciare a vedere

perché con altro sguardo penetri la vita

la mia

perché il sole di qui 
accechi la vista di felicità

e possa alfine sentire il canto degli uccelli
che qui non cantano

il suono delle campane
che qui tacciono

il guaito dei cani
che qui scacciano.


Attendo
e mentre attendo
lotto


per sentirmi nuovamente 
a casa.


JS 
18.01.2014

Spazzo via

Spazzo via 

L'artista, autore di questo quadro è Mahi Binebine (Marrakesh, 1959)

Spazzo via

tento

il malumore  la rabbia la tristezza
l'impotenza la paura la desolazione
il freddo 
dentro di me

l'ombra 
il colore viola cinerino
la nuvolaglia
il cemento delle case
e la sterpaglia che neppure vogliono i gatti

e mi assento

nel bianco di qui
sprofondando nel nulla
asettico di pelle o sky
nel wengé africano
made in Malaysia 

e mi stordisco le orecchie per non sentire più
e mi rovino gli occhi per ricominciare a vedere

perché con altro sguardo penetri la vita

la mia

perché il sole di qui 
accechi la vista di felicità

e possa alfine sentire il canto degli uccelli
che qui non cantano

il suono delle campane
che qui tacciono

il guaito dei cani
che qui scacciano.


Attendo
e mentre attendo
lotto


per sentirmi nuovamente 
a casa.


JS 
18.01.2014

lunedì 16 dicembre 2013

Un pastrano di tristezza

Un pastrano di tristezza




Ascolto la canzone
e tutto urla dentro
mentre resto in silenzio.

Urlo l'ingiustizia
delle promesse
come le paste della domenica
così belle e ordinate
che  alla fine di un pranzo
fossero tutte marce e scadute.

Così noi due:
ho incollato poster per oltre vent'anni
che dicevano che ci amavamo
e che tutto era fulgido
mentre  diligentemente
aggiungevo scotch
a riparare  graffi
 strisciate
e scarabocchi che altri
non io
avevano apposto.

Ora vivo immobile
senza manifesti né quadri
che stanno a terra
e non oso più prendere chiodi
per tèma di bucare pareti 
troppo fragili.

Nella provvisorietà di oggi
sento freddo e caldo
e poi caldo e freddo
stonata.
Sento tutto a tratti
e non sento assolutamente
niente.
Sono altrove e in fondo
non sono da nessuna parte.

Ondeggio,
come un'imbarcazione perdutasi
nella palude
brilla, come la luce che scorgo 
di lontano.
Troppo lontana da noi
ma brilla ancora.
Solo, non so per chi.

Un pastrano di tristezza

Un pastrano di tristezza




Ascolto la canzone
e tutto urla dentro
mentre resto in silenzio.

Urlo l'ingiustizia
delle promesse
come le paste della domenica
così belle e ordinate
che  alla fine di un pranzo
fossero tutte marce e scadute.

Così noi due:
ho incollato poster per oltre vent'anni
che dicevano che ci amavamo
e che tutto era fulgido
mentre  diligentemente
aggiungevo scotch
a riparare  graffi
 strisciate
e scarabocchi che altri
non io
avevano apposto.

Ora vivo immobile
senza manifesti né quadri
che stanno a terra
e non oso più prendere chiodi
per tèma di bucare pareti 
troppo fragili.

Nella provvisorietà di oggi
sento freddo e caldo
e poi caldo e freddo
stonata.
Sento tutto a tratti
e non sento assolutamente
niente.
Sono altrove e in fondo
non sono da nessuna parte.

Ondeggio,
come un'imbarcazione perdutasi
nella palude
brilla, come la luce che scorgo 
di lontano.
Troppo lontana da noi
ma brilla ancora.
Solo, non so per chi.

martedì 12 novembre 2013

Ho acceso la finestra

photo by JSpaccini



Ho acceso la finestra
Tirato su la stanza
Ma nulla è accaduto.


Allora ho tirato su la serranda
E illuminato per bene la casa.
  Ma nulla ugualmente è accaduto.


JS

Ho acceso la finestra

photo by JSpaccini



Ho acceso la finestra
Tirato su la stanza
Ma nulla è accaduto.


Allora ho tirato su la serranda
E illuminato per bene la casa.
  Ma nulla ugualmente è accaduto.


JS

venerdì 8 novembre 2013

Ignora quella bandiera


photo by JSpaccini


Ignora quella bandiera rossa
l'affannata lancetta
che invano si dimena

sempre la stessa ora annuncia
il quadrante arrotondato
e non v'è verso di spostarla

dall'una fissa e lì affissa
che non rinuncia e non s'arrende
alla ressa orante del venerdì.

Invita alla preghiera
anche la stella verde 
               sopra di lei.

8.11.2013

Ignora quella bandiera


photo by JSpaccini


Ignora quella bandiera rossa
l'affannata lancetta
che invano si dimena

sempre la stessa ora annuncia
il quadrante arrotondato
e non v'è verso di spostarla

dall'una fissa e lì affissa
che non rinuncia e non s'arrende
alla ressa orante del venerdì.

Invita alla preghiera
anche la stella verde 
               sopra di lei.

8.11.2013

martedì 15 ottobre 2013

È una notte strana (TOGETHER YOU FIND BETTER)



www.thestar.com


Brucio senza fiamma
priva di ossigeno e il filo
nero di fumo lo serbo dentro.


Nessuno vede attraverso la trama,
l'oceano il sorriso e tutte le maschere
in cui sprango la mia solitudine


e cedo a un tango che nega la resa
e vago senza speranza vale un giro
tondo che balza in cresta all'attesa

e tiro (e tiro) e non c'è nulla oltre.

JS
15.10.2013

È una notte strana (TOGETHER YOU FIND BETTER)



www.thestar.com


Brucio senza fiamma
priva di ossigeno e il filo
nero di fumo lo serbo dentro.


Nessuno vede attraverso la trama,
l'oceano il sorriso e tutte le maschere
in cui sprango la mia solitudine


e cedo a un tango che nega la resa
e vago senza speranza vale un giro
tondo che balza in cresta all'attesa

e tiro (e tiro) e non c'è nulla oltre.

JS
15.10.2013

sabato 28 settembre 2013

Cicogne

 Cicogne

photo by JSpaccini

Non cercare  qui 

cicogne tutte bianche
col sorriso agli angoli del rostro
e un fardello volante di creatura.

Qui hanno ali nere
e becchi aguzzi
e capo desolatamente bianco.

Sono cicogne in volo
che non portano  bimbi
  ma solcano il mio cielo
con sagome inquietanti.

Poiché questo oggi siamo noi:
grossi uccelli bianchi e neri,
lucide e goffe bisarche
sgraziate nelle forme.

Però,
 voliamo.

Jacqueline Spaccini
28.09.2013 Rabat

Cicogne

 Cicogne

photo by JSpaccini

Non cercare  qui 

cicogne tutte bianche
col sorriso agli angoli del rostro
e un fardello volante di creatura.

Qui hanno ali nere
e becchi aguzzi
e capo desolatamente bianco.

Sono cicogne in volo
che non portano  bimbi
  ma solcano il mio cielo
con sagome inquietanti.

Poiché questo oggi siamo noi:
grossi uccelli bianchi e neri,
lucide e goffe bisarche
sgraziate nelle forme.

Però,
 voliamo.

Jacqueline Spaccini
28.09.2013 Rabat

sabato 14 settembre 2013

Tre parole (Le rideau bleu)


(D'où ça vient 
ce débit de savoir)

nel silenzio musicale che piano si dilegua, siedo,
  fissando una tenda turchina rievocante
 cieli antichi di carta stellata

ne te laisse pas aller

attendo s'animi il palco tra violoncelli 
che a terra giacciono in calcolato disordine


ne pense jamais que tu es seule

la tua assenza si staglia, 
l'assenza di voi tutti, mi riempie gli occhi
e raschia nel cuore un coagulo di giustizia 


que faire ? que faire ?

tre parole allora, un monito forse,
per il tempo che resterà:
vivere, amare, essere amata

(lutter, survivre, se pardonner peut-être)

JS Rabat, 13/09/2013

Tre parole (Le rideau bleu)


(D'où ça vient 
ce débit de savoir)

nel silenzio musicale che piano si dilegua, siedo,
  fissando una tenda turchina rievocante
 cieli antichi di carta stellata

ne te laisse pas aller

attendo s'animi il palco tra violoncelli 
che a terra giacciono in calcolato disordine


ne pense jamais que tu es seule

la tua assenza si staglia, 
l'assenza di voi tutti, mi riempie gli occhi
e raschia nel cuore un coagulo di giustizia 


que faire ? que faire ?

tre parole allora, un monito forse,
per il tempo che resterà:
vivere, amare, essere amata

(lutter, survivre, se pardonner peut-être)

JS Rabat, 13/09/2013

giovedì 30 maggio 2013

La bêche



photo by Hyena (wikipedia.fr)

 Comme une bêche

*


Si j’avais un cœur  labourant  les sentiments
Comme fait la bêche qui retourne la terre

Sans avoir à couper les racines de mon être
Ni à arracher les plaisirs enfouis dans le sol

Où m’opprime la jauge de l’espace fibré
Qu’ameublit rarement cet outil d’occasion
Je n’aurais plus souci de mon âme émiettée

Et pourrais bâcher bien son plafond de fleurs molles

JS
avril 2013 
[poème écrit à l'occasion du Festival LIRE AU JARDIN  Versailles 2013]

La bêche



photo by Hyena (wikipedia.fr)

 Comme une bêche

*


Si j’avais un cœur  labourant  les sentiments
Comme fait la bêche qui retourne la terre

Sans avoir à couper les racines de mon être
Ni à arracher les plaisirs enfouis dans le sol

Où m’opprime la jauge de l’espace fibré
Qu’ameublit rarement cet outil d’occasion
Je n’aurais plus souci de mon âme émiettée

Et pourrais bâcher bien son plafond de fleurs molles

JS
avril 2013 
[poème écrit à l'occasion du Festival LIRE AU JARDIN  Versailles 2013]