Un pastrano di tristezza
Ascolto la canzone
e tutto urla dentro
mentre resto in silenzio.
Urlo l'ingiustizia
delle promesse
come le paste della domenica
così belle e ordinate
così belle e ordinate
che alla fine di un pranzo
fossero tutte marce e scadute.
Così noi due:
ho incollato poster per oltre vent'anni
che dicevano che ci amavamo
e che tutto era fulgido
mentre diligentemente
aggiungevo scotch
a riparare graffi
strisciate
e scarabocchi che altri
non io
avevano apposto.
Ora vivo immobile
senza manifesti né quadri
che stanno a terra
e non oso più prendere chiodi
per tèma di bucare pareti
troppo fragili.
Nella provvisorietà di oggi
sento freddo e caldo
e poi caldo e freddo
stonata.
Sento tutto a tratti
e non sento assolutamente
niente.
Sono altrove e in fondo
non sono da nessuna parte.
Sento tutto a tratti
e non sento assolutamente
niente.
Sono altrove e in fondo
non sono da nessuna parte.
Ondeggio,
come un'imbarcazione perdutasi
nella palude
brilla, come la luce che scorgo
di lontano.
Troppo lontana da noi
ma brilla ancora.
Solo, non so per chi.
Solo, non so per chi.

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