Jacqueline Spaccini ©2011

lunedì 16 dicembre 2013

Un pastrano di tristezza

Un pastrano di tristezza




Ascolto la canzone
e tutto urla dentro
mentre resto in silenzio.

Urlo l'ingiustizia
delle promesse
come le paste della domenica
così belle e ordinate
che  alla fine di un pranzo
fossero tutte marce e scadute.

Così noi due:
ho incollato poster per oltre vent'anni
che dicevano che ci amavamo
e che tutto era fulgido
mentre  diligentemente
aggiungevo scotch
a riparare  graffi
 strisciate
e scarabocchi che altri
non io
avevano apposto.

Ora vivo immobile
senza manifesti né quadri
che stanno a terra
e non oso più prendere chiodi
per tèma di bucare pareti 
troppo fragili.

Nella provvisorietà di oggi
sento freddo e caldo
e poi caldo e freddo
stonata.
Sento tutto a tratti
e non sento assolutamente
niente.
Sono altrove e in fondo
non sono da nessuna parte.

Ondeggio,
come un'imbarcazione perdutasi
nella palude
brilla, come la luce che scorgo 
di lontano.
Troppo lontana da noi
ma brilla ancora.
Solo, non so per chi.

Un pastrano di tristezza

Un pastrano di tristezza




Ascolto la canzone
e tutto urla dentro
mentre resto in silenzio.

Urlo l'ingiustizia
delle promesse
come le paste della domenica
così belle e ordinate
che  alla fine di un pranzo
fossero tutte marce e scadute.

Così noi due:
ho incollato poster per oltre vent'anni
che dicevano che ci amavamo
e che tutto era fulgido
mentre  diligentemente
aggiungevo scotch
a riparare  graffi
 strisciate
e scarabocchi che altri
non io
avevano apposto.

Ora vivo immobile
senza manifesti né quadri
che stanno a terra
e non oso più prendere chiodi
per tèma di bucare pareti 
troppo fragili.

Nella provvisorietà di oggi
sento freddo e caldo
e poi caldo e freddo
stonata.
Sento tutto a tratti
e non sento assolutamente
niente.
Sono altrove e in fondo
non sono da nessuna parte.

Ondeggio,
come un'imbarcazione perdutasi
nella palude
brilla, come la luce che scorgo 
di lontano.
Troppo lontana da noi
ma brilla ancora.
Solo, non so per chi.

martedì 12 novembre 2013

Ho acceso la finestra

photo by JSpaccini



Ho acceso la finestra
Tirato su la stanza
Ma nulla è accaduto.


Allora ho tirato su la serranda
E illuminato per bene la casa.
  Ma nulla ugualmente è accaduto.


JS

Ho acceso la finestra

photo by JSpaccini



Ho acceso la finestra
Tirato su la stanza
Ma nulla è accaduto.


Allora ho tirato su la serranda
E illuminato per bene la casa.
  Ma nulla ugualmente è accaduto.


JS

venerdì 8 novembre 2013

Ignora quella bandiera


photo by JSpaccini


Ignora quella bandiera rossa
l'affannata lancetta
che invano si dimena

sempre la stessa ora annuncia
il quadrante arrotondato
e non v'è verso di spostarla

dall'una fissa e lì affissa
che non rinuncia e non s'arrende
alla ressa orante del venerdì.

Invita alla preghiera
anche la stella verde 
               sopra di lei.

8.11.2013

Ignora quella bandiera


photo by JSpaccini


Ignora quella bandiera rossa
l'affannata lancetta
che invano si dimena

sempre la stessa ora annuncia
il quadrante arrotondato
e non v'è verso di spostarla

dall'una fissa e lì affissa
che non rinuncia e non s'arrende
alla ressa orante del venerdì.

Invita alla preghiera
anche la stella verde 
               sopra di lei.

8.11.2013

martedì 15 ottobre 2013

È una notte strana (TOGETHER YOU FIND BETTER)



www.thestar.com


Brucio senza fiamma
priva di ossigeno e il filo
nero di fumo lo serbo dentro.


Nessuno vede attraverso la trama,
l'oceano il sorriso e tutte le maschere
in cui sprango la mia solitudine


e cedo a un tango che nega la resa
e vago senza speranza vale un giro
tondo che balza in cresta all'attesa

e tiro (e tiro) e non c'è nulla oltre.

JS
15.10.2013

È una notte strana (TOGETHER YOU FIND BETTER)



www.thestar.com


Brucio senza fiamma
priva di ossigeno e il filo
nero di fumo lo serbo dentro.


Nessuno vede attraverso la trama,
l'oceano il sorriso e tutte le maschere
in cui sprango la mia solitudine


e cedo a un tango che nega la resa
e vago senza speranza vale un giro
tondo che balza in cresta all'attesa

e tiro (e tiro) e non c'è nulla oltre.

JS
15.10.2013

sabato 28 settembre 2013

Cicogne

 Cicogne

photo by JSpaccini

Non cercare  qui 

cicogne tutte bianche
col sorriso agli angoli del rostro
e un fardello volante di creatura.

Qui hanno ali nere
e becchi aguzzi
e capo desolatamente bianco.

Sono cicogne in volo
che non portano  bimbi
  ma solcano il mio cielo
con sagome inquietanti.

Poiché questo oggi siamo noi:
grossi uccelli bianchi e neri,
lucide e goffe bisarche
sgraziate nelle forme.

Però,
 voliamo.

Jacqueline Spaccini
28.09.2013 Rabat

Cicogne

 Cicogne

photo by JSpaccini

Non cercare  qui 

cicogne tutte bianche
col sorriso agli angoli del rostro
e un fardello volante di creatura.

Qui hanno ali nere
e becchi aguzzi
e capo desolatamente bianco.

Sono cicogne in volo
che non portano  bimbi
  ma solcano il mio cielo
con sagome inquietanti.

Poiché questo oggi siamo noi:
grossi uccelli bianchi e neri,
lucide e goffe bisarche
sgraziate nelle forme.

Però,
 voliamo.

Jacqueline Spaccini
28.09.2013 Rabat

sabato 14 settembre 2013

Tre parole (Le rideau bleu)


(D'où ça vient 
ce débit de savoir)

nel silenzio musicale che piano si dilegua, siedo,
  fissando una tenda turchina rievocante
 cieli antichi di carta stellata

ne te laisse pas aller

attendo s'animi il palco tra violoncelli 
che a terra giacciono in calcolato disordine


ne pense jamais que tu es seule

la tua assenza si staglia, 
l'assenza di voi tutti, mi riempie gli occhi
e raschia nel cuore un coagulo di giustizia 


que faire ? que faire ?

tre parole allora, un monito forse,
per il tempo che resterà:
vivere, amare, essere amata

(lutter, survivre, se pardonner peut-être)

JS Rabat, 13/09/2013

Tre parole (Le rideau bleu)


(D'où ça vient 
ce débit de savoir)

nel silenzio musicale che piano si dilegua, siedo,
  fissando una tenda turchina rievocante
 cieli antichi di carta stellata

ne te laisse pas aller

attendo s'animi il palco tra violoncelli 
che a terra giacciono in calcolato disordine


ne pense jamais que tu es seule

la tua assenza si staglia, 
l'assenza di voi tutti, mi riempie gli occhi
e raschia nel cuore un coagulo di giustizia 


que faire ? que faire ?

tre parole allora, un monito forse,
per il tempo che resterà:
vivere, amare, essere amata

(lutter, survivre, se pardonner peut-être)

JS Rabat, 13/09/2013

giovedì 30 maggio 2013

La bêche



photo by Hyena (wikipedia.fr)

 Comme une bêche

*


Si j’avais un cœur  labourant  les sentiments
Comme fait la bêche qui retourne la terre

Sans avoir à couper les racines de mon être
Ni à arracher les plaisirs enfouis dans le sol

Où m’opprime la jauge de l’espace fibré
Qu’ameublit rarement cet outil d’occasion
Je n’aurais plus souci de mon âme émiettée

Et pourrais bâcher bien son plafond de fleurs molles

JS
avril 2013 
[poème écrit à l'occasion du Festival LIRE AU JARDIN  Versailles 2013]

La bêche



photo by Hyena (wikipedia.fr)

 Comme une bêche

*


Si j’avais un cœur  labourant  les sentiments
Comme fait la bêche qui retourne la terre

Sans avoir à couper les racines de mon être
Ni à arracher les plaisirs enfouis dans le sol

Où m’opprime la jauge de l’espace fibré
Qu’ameublit rarement cet outil d’occasion
Je n’aurais plus souci de mon âme émiettée

Et pourrais bâcher bien son plafond de fleurs molles

JS
avril 2013 
[poème écrit à l'occasion du Festival LIRE AU JARDIN  Versailles 2013]

mercoledì 8 maggio 2013

Tornando a casa (Mamma)




Solo righe di traverso
 multicolori
poi verticali bianche e blu
e anche più sottili
blu e bianche
a dire 
la mia impotenza
 a dire
la mia tristezza
e la mia pochezza.

D'altronde,

per ritrovare  mia madre
mi è sufficiente 
guardarmi riflessa 
nello specchio
ogni mattina.


6.05.2013 in volo sui cieli italofrancesi

Tornando a casa (Mamma)




Solo righe di traverso
 multicolori
poi verticali bianche e blu
e anche più sottili
blu e bianche
a dire 
la mia impotenza
 a dire
la mia tristezza
e la mia pochezza.

D'altronde,

per ritrovare  mia madre
mi è sufficiente 
guardarmi riflessa 
nello specchio
ogni mattina.


6.05.2013 in volo sui cieli italofrancesi

martedì 8 gennaio 2013

Telle une louve


Arturo Marini, La lupa ferita (1931)

Telle une louve elle rôde
son regard balayé elle le jette
toujours un peu loin aux aguêts
d'un ennemi mortel voulant la détourner
de l'objet imprévu de sa chasse.

La galeuse a ensorcelé sa proie
plus appétissante qu'une faim et
moins dépourvue que'une soif.

Elle danse autour d'elle.

Sous ses pattes, une neige chaste
où avancer toute fière et engouffreé
sans remords ni duveté pubescente.

JS

Telle une louve


Arturo Marini, La lupa ferita (1931)

Telle une louve elle rôde
son regard balayé elle le jette
toujours un peu loin aux aguêts
d'un ennemi mortel voulant la détourner
de l'objet imprévu de sa chasse.

La galeuse a ensorcelé sa proie
plus appétissante qu'une faim et
moins dépourvue que'une soif.

Elle danse autour d'elle.

Sous ses pattes, une neige chaste
où avancer toute fière et engouffreé
sans remords ni duveté pubescente.

JS

Momenti



Ci sono stati momenti (durati poco)
in cui la vita è stata morbida.
E tiepida. E odorosa di spezie marine nell'aria
come quell'estate còrsa in cui 
ignoravo ancora che io e lui non ci amavamo più
o quella sferzata dal vento bretone in cui 
tu non c'eri quasi mai ma per te 
preparavo salmone al forno e riempivo bicchieri di vino rosso
aspettando il tramonto notturno
e ancora nell'umida notte di Metz
tra docce tardive e amplessi furiosi su letti sfatti e da rifare.

L'ultima volta è stata sette anni fa:
tu eri ubriaco d'un vino spagnolo e scivolasti
nella via di Arles, giurando di farmela pagare.
Ridemmo. E pagai, come suol dirsi, in natura.

Poi è stato il tempo ruvido
come quelle stoffe che graffiano la pelle,
come la carta che offende le mani,
come il gesso che spezzandosi stride nel cuore.

Poi non è stato più niente. 

JS

Momenti



Ci sono stati momenti (durati poco)
in cui la vita è stata morbida.
E tiepida. E odorosa di spezie marine nell'aria
come quell'estate còrsa in cui 
ignoravo ancora che io e lui non ci amavamo più
o quella sferzata dal vento bretone in cui 
tu non c'eri quasi mai ma per te 
preparavo salmone al forno e riempivo bicchieri di vino rosso
aspettando il tramonto notturno
e ancora nell'umida notte di Metz
tra docce tardive e amplessi furiosi su letti sfatti e da rifare.

L'ultima volta è stata sette anni fa:
tu eri ubriaco d'un vino spagnolo e scivolasti
nella via di Arles, giurando di farmela pagare.
Ridemmo. E pagai, come suol dirsi, in natura.

Poi è stato il tempo ruvido
come quelle stoffe che graffiano la pelle,
come la carta che offende le mani,
come il gesso che spezzandosi stride nel cuore.

Poi non è stato più niente. 

JS

giovedì 20 settembre 2012

Perturbation de langue

Merci à
Roger-Pol Droit
et à
France Culture





Chi di spada ferisce /i cocci sono i suoi
Donne e fuoco /non si scorda mai
Il vino è forte, ma/ ogni bella donna diventa nonna.

Le sens est erratique
il se perd et se retrouve
recompose et se fracture
sans relâche
et discordant


comme la vie peut-être
comme la mienne assurément.

JSpaccini 20.09.2012

Perturbation de langue

Merci à
Roger-Pol Droit
et à
France Culture





Chi di spada ferisce /i cocci sono i suoi
Donne e fuoco /non si scorda mai
Il vino è forte, ma/ ogni bella donna diventa nonna.

Le sens est erratique
il se perd et se retrouve
recompose et se fracture
sans relâche
et discordant


comme la vie peut-être
comme la mienne assurément.

JSpaccini 20.09.2012

giovedì 30 agosto 2012

Nessuno mi ha avvertita



Nessuno mi ha avvertita
che il treno si era arrestato in corsa
che correvo dietro al nulla
che nella mano stringevo
 briciole di pane

Nessuno mi ha avvertita
che non ero più fanciulla
che quei segni di riso attorno agli occhi
erano la carne che pesa
nell'altrui sguardo

Nessuna mi ha avvertita
quando mi sono tuffata
e tuffata e rituffata
come tutto fosse una gita

quando non ho smesso di valicare la soglia
quando non ho cessato di vivere 
con la voglia di una figlia che mai sbaglia

Jacqueline Spaccini
30/08/2012


Nessuno mi ha avvertita



Nessuno mi ha avvertita
che il treno si era arrestato in corsa
che correvo dietro al nulla
che nella mano stringevo
 briciole di pane

Nessuno mi ha avvertita
che non ero più fanciulla
che quei segni di riso attorno agli occhi
erano la carne che pesa
nell'altrui sguardo

Nessuna mi ha avvertita
quando mi sono tuffata
e tuffata e rituffata
come tutto fosse una gita

quando non ho smesso di valicare la soglia
quando non ho cessato di vivere 
con la voglia di una figlia che mai sbaglia

Jacqueline Spaccini
30/08/2012


mercoledì 22 agosto 2012

Distogliersi


la foto è di Walter Siegmund clicca qui

Ho tenuto accesa la brace anno dopo anno
di nascosto e in silenzio
Ora è difficile tenere in vita il più piccolo lapillo
e non oso guardare dalla tua parte
non debba accorgermi che di me
solo  un pugno di cenere rimane

Distogliersi


la foto è di Walter Siegmund clicca qui

Ho tenuto accesa la brace anno dopo anno
di nascosto e in silenzio
Ora è difficile tenere in vita il più piccolo lapillo
e non oso guardare dalla tua parte
non debba accorgermi che di me
solo  un pugno di cenere rimane

domenica 19 agosto 2012

Notte tempestata in un paese senza nome


Questa notte sono stata inseguita
da una pioggia ovattata di mandorli.

Ho preso e perso treni
ritrovato nell'incandescenza un'amica morta
perduto carte e borse e pure un marito.

Questa notte mi sono smarrita in un paese
che nome non aveva e se l'avesse avuto
il suo nome sarebbe stato coltello.

(2012)


Akira Kurosawa Dreams

Notte tempestata in un paese senza nome


Questa notte sono stata inseguita
da una pioggia ovattata di mandorli.

Ho preso e perso treni
ritrovato nell'incandescenza un'amica morta
perduto carte e borse e pure un marito.

Questa notte mi sono smarrita in un paese
che nome non aveva e se l'avesse avuto
il suo nome sarebbe stato coltello.

(2012)


Akira Kurosawa Dreams