Ci sono stati momenti (durati poco)
in cui la vita è stata morbida.
E tiepida. E odorosa di spezie marine nell'aria
come quell'estate còrsa in cui
ignoravo ancora che io e lui non ci amavamo più
o quella sferzata dal vento bretone in cui
tu non c'eri quasi mai ma per te
preparavo salmone al forno e riempivo bicchieri di vino rosso
aspettando il tramonto notturno
e ancora nell'umida notte di Metz
tra docce tardive e amplessi furiosi su letti sfatti e da rifare.
L'ultima volta è stata sette anni fa:
tu eri ubriaco d'un vino spagnolo e scivolasti
nella via di Arles, giurando di farmela pagare.
Ridemmo. E pagai, come suol dirsi, in natura.
Poi è stato il tempo ruvido
come quelle stoffe che graffiano la pelle,
come la carta che offende le mani,
come il gesso che spezzandosi stride nel cuore.
Poi non è stato più niente.
JS

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