Jacqueline Spaccini ©2011

martedì 5 aprile 2011

MEDUSA

photo Jacqueline Spaccini©2010

Scivolano - spesso - le parole
sul nostro rapporto,  artigli
invisibili che solcano con
le migliori intenzioni.
Tempo per riparare, tempo per tamponare,
                                                                                  non ce n'è più.

Il mio doppio - lo specchio -
dà mute risposte: enigma
indecifrabile del futuro,
esauriente solo per il passato.
Quanto all'oggi, barcollante
dimensione dell'io,
m'affanno annaspo
mi aggroviglio
(e a spirale involuta).

Di certezze solo una:
il volto la vita ha attraversato.

Jacqueline Spaccini
U Zagrebu, 14.11.1995

MEDUSA

photo Jacqueline Spaccini©2010

Scivolano - spesso - le parole
sul nostro rapporto,  artigli
invisibili che solcano con
le migliori intenzioni.
Tempo per riparare, tempo per tamponare,
                                                                                  non ce n'è più.

Il mio doppio - lo specchio -
dà mute risposte: enigma
indecifrabile del futuro,
esauriente solo per il passato.
Quanto all'oggi, barcollante
dimensione dell'io,
m'affanno annaspo
mi aggroviglio
(e a spirale involuta).

Di certezze solo una:
il volto la vita ha attraversato.

Jacqueline Spaccini
U Zagrebu, 14.11.1995

lunedì 4 aprile 2011

ANESTETICHE QUESTIONI




Coi guanti da chirurgo
picchietto vaga la mia tastiera
as lk, asl k, così ci insegnavano.

A destra e a manca, come nella vita
la vita di una donna che mai si sperde
E sempre cerca la via
                                       [della compromissione
ché male non si vuol né si riceve.

Da troppo tempo a nulla buona sei
tre mesi per imparare a dieci dita
trent’anni per insegnare l’altrui lingua.

Jacqueline Spaccini 
21.04.2010

ANESTETICHE QUESTIONI




Coi guanti da chirurgo
picchietto vaga la mia tastiera
as lk, asl k, così ci insegnavano.

A destra e a manca, come nella vita
la vita di una donna che mai si sperde
E sempre cerca la via
                                       [della compromissione
ché male non si vuol né si riceve.

Da troppo tempo a nulla buona sei
tre mesi per imparare a dieci dita
trent’anni per insegnare l’altrui lingua.

Jacqueline Spaccini 
21.04.2010

GLI ORGANI DI ZADAR





Sbatte l’onda
nei freddi fori marini
cui suono arcano  il vento 
mistero vende

se il guizzo più acceso
col suo lento pedale
l’accorto pianista
le note estende

del mondo incurante
instancabile  artista 
come formica e senza fatica
ogni dì al suo lavoro
assorto attende.



Jacqueline Spaccini 
5.06.2005

GLI ORGANI DI ZADAR





Sbatte l’onda
nei freddi fori marini
cui suono arcano  il vento 
mistero vende

se il guizzo più acceso
col suo lento pedale
l’accorto pianista
le note estende

del mondo incurante
instancabile  artista 
come formica e senza fatica
ogni dì al suo lavoro
assorto attende.



Jacqueline Spaccini 
5.06.2005

ENTRE CIEL ET TERRE I


Quand tu viendras me chercher
le rideau orange des doutes
devra bien se lever :
la passion goudronnée
monte à la gorge.
Quand tu verras mes yeux
le décor intact de vérité
saura s'imposer :
la raison démasquée
a connu le gouffre.

D'ailleurs, le parterre
des attentes ne demande
que d'être écouté.

Pourtant,
si parfaite qu'elle soit,
une répétition n'est jamais soeur
de la première, et des fils
jaloux sont tendus en traître.

Pourtant,
c'est moi et c'est toi
qui jouons le rôle principal.

Jacqueline Spaccini
1988


ENTRE CIEL ET TERRE I


Quand tu viendras me chercher
le rideau orange des doutes
devra bien se lever :
la passion goudronnée
monte à la gorge.
Quand tu verras mes yeux
le décor intact de vérité
saura s'imposer :
la raison démasquée
a connu le gouffre.

D'ailleurs, le parterre
des attentes ne demande
que d'être écouté.

Pourtant,
si parfaite qu'elle soit,
une répétition n'est jamais soeur
de la première, et des fils
jaloux sont tendus en traître.

Pourtant,
c'est moi et c'est toi
qui jouons le rôle principal.

Jacqueline Spaccini
1988


ENTRE CIEL ET TERRE II

photo by http://francoise.centerblog.net/rub-gitans.html

Au delà de la végétation du marais provnçal,
là où le désert métropolitain surgit,
les gitans marchandent
leur topaze trompeur, oeil polisson
d'une terre décatie.

Le regard invisible tombe en vrille
sur le fond de leurs sémillons
au goût  beaucoup trop sucré.
Pas question d'y trouver 
une lobélie
pendant qu'ils râlent encore
une fausse navaja.

Pécaïre ! Un jour, le marcassin
qui suit sa mère
sous une lune de mercure
sera un fauve redoutable.

Jacqueline Spaccini
9.03.1990

ENTRE CIEL ET TERRE II

photo by http://francoise.centerblog.net/rub-gitans.html

Au delà de la végétation du marais provnçal,
là où le désert métropolitain surgit,
les gitans marchandent
leur topaze trompeur, oeil polisson
d'une terre décatie.

Le regard invisible tombe en vrille
sur le fond de leurs sémillons
au goût  beaucoup trop sucré.
Pas question d'y trouver 
une lobélie
pendant qu'ils râlent encore
une fausse navaja.

Pécaïre ! Un jour, le marcassin
qui suit sa mère
sous une lune de mercure
sera un fauve redoutable.

Jacqueline Spaccini
9.03.1990

VISCERE


PHOTO JSPACCINI©2011

Da qualche parte, io so che tu sei me.
Io nata al Nord e tu nel Sud,
tu uomo, io donna,
quel che ci lega non è poesia, né mito.
È quella rabbia dentro che rabbia non è :
ma l’inquietudine di ritrovarci e di non amarci
se noi stessi avessimo dovuto scegliere noi stessi.
Perché l’amore degli altri ce lo siamo sudato
e sempre cerchiamo conferme
che nessuno può davvero tenere a quel bimbo
che nel cuore siamo rimasti.
Sulle pagine di un quaderno ci rincorremmo,
quando tutto era innocente e bello,
quando la vita non era in gioco
e dolce era perderci nell’anima dell’altro.
Io cemento e tu terra,
tu radici profonde ed io solo aeree,
io intuitiva e tu logico,
tu grave ed io leggera,
io ti amo e tu mi ami.

Ma il nostro amore non è fatto
di testa, né di cuore o di sesso.
Sorge dalle viscere implodendo
della sua stessa violenza.
È un amore fatto di umore.
(Amore-tumore, pensi tu.
Amore-tremore, dico io) ;
un terremoto, in definitiva.
Questo solo chiedo alla vita :
non sia tu l’amara deriva.

Jacqueline Spaccini 

____________
Parzialmente tradotta in tedesco da Eva Taylor :

Tief drinnen
 
 Irgendwo weiß ich, du bist ich.
Ich im Norden geboren und du im Süden
du Mann, ich Frau
das, was uns bindet ist weder Poesie, noch Mythos.
Es ist die Wut in uns, die keine Wut ist
sondern die Unruhe, uns zu finden und uns nicht zu lieben
wenn wir uns selbst hätten wählen sollen [...]
 
(sous presse)

VISCERE


PHOTO JSPACCINI©2011

Da qualche parte, io so che tu sei me.
Io nata al Nord e tu nel Sud,
tu uomo, io donna,
quel che ci lega non è poesia, né mito.
È quella rabbia dentro che rabbia non è :
ma l’inquietudine di ritrovarci e di non amarci
se noi stessi avessimo dovuto scegliere noi stessi.
Perché l’amore degli altri ce lo siamo sudato
e sempre cerchiamo conferme
che nessuno può davvero tenere a quel bimbo
che nel cuore siamo rimasti.
Sulle pagine di un quaderno ci rincorremmo,
quando tutto era innocente e bello,
quando la vita non era in gioco
e dolce era perderci nell’anima dell’altro.
Io cemento e tu terra,
tu radici profonde ed io solo aeree,
io intuitiva e tu logico,
tu grave ed io leggera,
io ti amo e tu mi ami.

Ma il nostro amore non è fatto
di testa, né di cuore o di sesso.
Sorge dalle viscere implodendo
della sua stessa violenza.
È un amore fatto di umore.
(Amore-tumore, pensi tu.
Amore-tremore, dico io) ;
un terremoto, in definitiva.
Questo solo chiedo alla vita :
non sia tu l’amara deriva.

Jacqueline Spaccini 

____________
Parzialmente tradotta in tedesco da Eva Taylor :

Tief drinnen
 
 Irgendwo weiß ich, du bist ich.
Ich im Norden geboren und du im Süden
du Mann, ich Frau
das, was uns bindet ist weder Poesie, noch Mythos.
Es ist die Wut in uns, die keine Wut ist
sondern die Unruhe, uns zu finden und uns nicht zu lieben
wenn wir uns selbst hätten wählen sollen [...]
 
(sous presse)