Jacqueline Spaccini ©2011

lunedì 18 gennaio 2016

Vorrei spogliarmi di me





Vorrei
spogliarmi della pelle sfoglia
che mi copre e mi protegge
da molteplici anni.

Lasciar cader giù
la prima pelle
quella della sicurezza
che mi porto appresso
e ostento a chi mi sta di fronte

Far scivolare
la seconda pelle
quella della fermezza
che inalbero a chi mi pone 
ostacoli persino apparenti

Strappar via 
la terza pelle
quella della durezza
con la quale immobilizzo
ogni tentativo di arrivare a me

Però vorrei fermarmi
perché non so se mai
è esistita una quarta pelle.
Innocente, indifesa,
fiduciosa, trasparente
esile e ribelle.

Non vorrei ritrovarmi incerta bambina
in un campo di spighe,
da sola.

JS
18.01. 2016

Vorrei spogliarmi di me





Vorrei
spogliarmi della pelle sfoglia
che mi copre e mi protegge
da molteplici anni.

Lasciar cader giù
la prima pelle
quella della sicurezza
che mi porto appresso
e ostento a chi mi sta di fronte

Far scivolare
la seconda pelle
quella della fermezza
che inalbero a chi mi pone 
ostacoli persino apparenti

Strappar via 
la terza pelle
quella della durezza
con la quale immobilizzo
ogni tentativo di arrivare a me

Però vorrei fermarmi
perché non so se mai
è esistita una quarta pelle.
Innocente, indifesa,
fiduciosa, trasparente
esile e ribelle.

Non vorrei ritrovarmi incerta bambina
in un campo di spighe,
da sola.

JS
18.01. 2016

martedì 29 dicembre 2015

Numeri





ho la forza dell'equilibrio
apparente e precario 

con tre dita di pollo

celando con cura una

 immonda
antica 
e nascosta 

dolcezza

Numeri





ho la forza dell'equilibrio
apparente e precario 

con tre dita di pollo

celando con cura una

 immonda
antica 
e nascosta 

dolcezza

sabato 21 novembre 2015

FRAMMENTI ultra-DADA

répétition(s)


Vedi che piano piano cadono 
                                   le parole
svengono anche loro

la gonna l'ho fatta sì col modellino,
ma la tasca è ricca del tombolo

un mosaico, sembra. Un mosaico...
ma davvero ho detto tutto questo?

avrebbe voluto per sempre
quel fidanzato lontano e lontano
se n'è andato così lontano
sotto il cielo sotto terra

che cos'è l'arte? perché si dipinge?
sei mesi, mi ci vogliono sei mesi
per il colore, capisci?
(perché si scriva non lo so più)

e se lei si sposasse?
If it ain't broke, don't fix it,
mi guarda e dice

ogni due anni, ma t'assicuro che
al festival delle donne clown
prima o poi andrò

col treno che parte alle otto
chissà se lei si alzerà

le nuche non rispondono
przykro mi zapombiaɫam nie lub rozumiem
(mi dispiace ho dimenticato oppure non capisco)

scivolando tra panini e caffè
l'attesa non va spesa
la sposa sarà bella
e il dentista buddista

tu reciterai ancora col tuo polpaccio
da fanciulla ballerina
kak si ti krasna

come faremo se dal Belgio non fanno passare
o non vuol più partire? riposeremo all'ombra di 
Nesta Rua

loro ripartiranno  per Bergamo
coi bimbi ad attenderli

una farà la spola tra Nizza e Milano
con otras palabras, mentre il tango argentino
resterà per sempre legato
alle timide trecce della nuova accordéoniste


l'épaviste résout tout ; il va  récupérer
vos pièces accidentées, Madame, mais 
n'oubliez pas de solder votre facture.

(lo sfasciacarrozze tutto risolve; recupererà
per lei i pezzi incidentati, signora, e
non dimentichi di pagare la fattura).

Jacqueline Spaccini
____________________
Montpellier, avant, pendant et après la performance de Madrigne (le 19 novembre 2015)




FRAMMENTI ultra-DADA

répétition(s)


Vedi che piano piano cadono 
                                   le parole
svengono anche loro

la gonna l'ho fatta sì col modellino,
ma la tasca è ricca del tombolo

un mosaico, sembra. Un mosaico...
ma davvero ho detto tutto questo?

avrebbe voluto per sempre
quel fidanzato lontano e lontano
se n'è andato così lontano
sotto il cielo sotto terra

che cos'è l'arte? perché si dipinge?
sei mesi, mi ci vogliono sei mesi
per il colore, capisci?
(perché si scriva non lo so più)

e se lei si sposasse?
If it ain't broke, don't fix it,
mi guarda e dice

ogni due anni, ma t'assicuro che
al festival delle donne clown
prima o poi andrò

col treno che parte alle otto
chissà se lei si alzerà

le nuche non rispondono
przykro mi zapombiaɫam nie lub rozumiem
(mi dispiace ho dimenticato oppure non capisco)

scivolando tra panini e caffè
l'attesa non va spesa
la sposa sarà bella
e il dentista buddista

tu reciterai ancora col tuo polpaccio
da fanciulla ballerina
kak si ti krasna

come faremo se dal Belgio non fanno passare
o non vuol più partire? riposeremo all'ombra di 
Nesta Rua

loro ripartiranno  per Bergamo
coi bimbi ad attenderli

una farà la spola tra Nizza e Milano
con otras palabras, mentre il tango argentino
resterà per sempre legato
alle timide trecce della nuova accordéoniste


l'épaviste résout tout ; il va  récupérer
vos pièces accidentées, Madame, mais 
n'oubliez pas de solder votre facture.

(lo sfasciacarrozze tutto risolve; recupererà
per lei i pezzi incidentati, signora, e
non dimentichi di pagare la fattura).

Jacqueline Spaccini
____________________
Montpellier, avant, pendant et après la performance de Madrigne (le 19 novembre 2015)




sabato 4 luglio 2015

Noli me tangere

Chagall, L'épaisseur des rêves


respingo il male
senza mani
volteggio da sola
volo basso volo altrove
volo alto m'impenno 
m'impegno e mi rovescio

guardo il cielo dal basso e 
mi slancio entro l'azzurro
non si raggiunge chi passeggia 
su altri meridiani 

scivolo a testa in giù
lungo la pertica del raggio
di sole -  mai ho vinto
mai ho perso - pure
non mi arresto e non mi arrendo
e non mi arresta né mi ferma
l'altrui pochezza dal capo cinto 
di chi non ha capito che 
siamo creature
d'una sola vita



Noli me tangere

Chagall, L'épaisseur des rêves


respingo il male
senza mani
volteggio da sola
volo basso volo altrove
volo alto m'impenno 
m'impegno e mi rovescio

guardo il cielo dal basso e 
mi slancio entro l'azzurro
non si raggiunge chi passeggia 
su altri meridiani 

scivolo a testa in giù
lungo la pertica del raggio
di sole -  mai ho vinto
mai ho perso - pure
non mi arresto e non mi arrendo
e non mi arresta né mi ferma
l'altrui pochezza dal capo cinto 
di chi non ha capito che 
siamo creature
d'una sola vita



sabato 16 maggio 2015

A testa alta


Artemide Diana


[ ... ]
nella mia vita
ho messo al primo posto
il dovere
la missione
la premura
l'amore

ho trascurato
e dimenticato
il piacere
la leggerezza
l'egoismo
me stessa

per andare sempre
a testa alta

ciò non ha impedito
che andassi a sbattere
contro i lampioni

come gli ubriachi
che avanzano
tenendo lo sguardo
a terra

solo che io procedevo
trasognata guerriera
fissando con gli occhi
il cielo.

JS 16.05.2015

A testa alta


Artemide Diana


[ ... ]
nella mia vita
ho messo al primo posto
il dovere
la missione
la premura
l'amore

ho trascurato
e dimenticato
il piacere
la leggerezza
l'egoismo
me stessa

per andare sempre
a testa alta

ciò non ha impedito
che andassi a sbattere
contro i lampioni

come gli ubriachi
che avanzano
tenendo lo sguardo
a terra

solo che io procedevo
trasognata guerriera
fissando con gli occhi
il cielo.

JS 16.05.2015

Alta nel cielo vola una cicogna - è online l'ebook dell'atelier di poesia


Tempo fa ho scritto che tenevo un atelier di poesia per i miei studenti italofoni dell'università di Rabat.

Non faccio mai nulla senza avere in mente un obiettivo concreto. In questo caso, vista la penuria di denaro per la pubblicazione cartacea, ho pensato a un e-book. 

Ora è a disposizione e consultabile da tutti.

Non nella versione definitiva, ma è già un inizio. Inoltre, confesso che volevo uscisse nel giorno della giornata mondiale della poesia che in Italia venne organizzata per la prima volta da mio marito, quando lavorava all'Unesco.

E insomma, eccolo qua, il libro con le poesie dei miei ragazzi.
Dedicato alle cicogne, questi uccelli magnifici che solcano i cieli del Marocco.

Clicca sulla frase qui sotto:

ALTA NEL CIELO VOLA UNA CICOGNA 

Alta nel cielo vola una cicogna - è online l'ebook dell'atelier di poesia


Tempo fa ho scritto che tenevo un atelier di poesia per i miei studenti italofoni dell'università di Rabat.

Non faccio mai nulla senza avere in mente un obiettivo concreto. In questo caso, vista la penuria di denaro per la pubblicazione cartacea, ho pensato a un e-book. 

Ora è a disposizione e consultabile da tutti.

Non nella versione definitiva, ma è già un inizio. Inoltre, confesso che volevo uscisse nel giorno della giornata mondiale della poesia che in Italia venne organizzata per la prima volta da mio marito, quando lavorava all'Unesco.

E insomma, eccolo qua, il libro con le poesie dei miei ragazzi.
Dedicato alle cicogne, questi uccelli magnifici che solcano i cieli del Marocco.

Clicca sulla frase qui sotto:

ALTA NEL CIELO VOLA UNA CICOGNA 

mercoledì 29 aprile 2015

FANTASIE I


FANTASIE I
(volo di fantasia)


ha passeggiato greve sul mattone
ch'era l'ostico cuore all'indomani
d'amore lui allungò le sue dita
in neve e profumo di zagare

col gioco a incastri bravo a divagare
diamante plastico per le mani
vide che dal grumo non era fuggita 
sul lastrico lieve di latte d'airone





FANTASIE I


FANTASIE I
(volo di fantasia)


ha passeggiato greve sul mattone
ch'era l'ostico cuore all'indomani
d'amore lui allungò le sue dita
in neve e profumo di zagare

col gioco a incastri bravo a divagare
diamante plastico per le mani
vide che dal grumo non era fuggita 
sul lastrico lieve di latte d'airone





domenica 11 gennaio 2015

Les moulins de Meknès




hai accolto il grano bianco
tela pulita che sa di buono
                                          e di futuro

ora sai di lontano e ti scoppiano dentro i calcinacci
di una vecchia casa  che il presente ha
                                                         distrutto

hai strappi agli angoli della tela forte nel centro
grigia dappertutto e però continui ad assolvere il tuo compito
                                    ieri farina oggi pezzi di muro

spalle temprate ti portano a spasso
ti stringono in cima le mani screpolate
urlando lavorano le reni doloranti
                                       resistono e vincono tutte le stagioni

vanno avanti
vanno avanti
vanno avanti  perché
                                    fermarsi
                                       non si può.


JS©2015

Les moulins de Meknès




hai accolto il grano bianco
tela pulita che sa di buono
                                          e di futuro

ora sai di lontano e ti scoppiano dentro i calcinacci
di una vecchia casa  che il presente ha
                                                         distrutto

hai strappi agli angoli della tela forte nel centro
grigia dappertutto e però continui ad assolvere il tuo compito
                                    ieri farina oggi pezzi di muro

spalle temprate ti portano a spasso
ti stringono in cima le mani screpolate
urlando lavorano le reni doloranti
                                       resistono e vincono tutte le stagioni

vanno avanti
vanno avanti
vanno avanti  perché
                                    fermarsi
                                       non si può.


JS©2015

lunedì 1 dicembre 2014

EPIGRAMMA/EKPHRASIS 2 PROMENADE CHAGALL



Chagall, La Promenade, 1917


Lei è un palloncino della domenica
davanti alla chiesa; Lui una gru sferica.
la tiene per non farla volare oltre
tesa, sono le radici una coltre:

Lei nel piano ha stabilità, Lui il volo  di città.

Tutto sta in quello stringersi per mano.
Se sciolta, Lei è un aeroplano e vola via,

Lui nel terreno sprofonda al crocevia.

JS@2014

EPIGRAMMA/EKPHRASIS 2 PROMENADE CHAGALL



Chagall, La Promenade, 1917


Lei è un palloncino della domenica
davanti alla chiesa; Lui una gru sferica.
la tiene per non farla volare oltre
tesa, sono le radici una coltre:

Lei nel piano ha stabilità, Lui il volo  di città.

Tutto sta in quello stringersi per mano.
Se sciolta, Lei è un aeroplano e vola via,

Lui nel terreno sprofonda al crocevia.

JS@2014

venerdì 28 novembre 2014

0-175. La stanza di Van Gogh ad Arles (Epigramma/Ekphrasis)



Poco discosto da quella tavola   
laddove aleggia la triste favola  

Occhieggia fredda una coperta rossa 
che niuno pensa il cor scaldar ti possa 

la solita sedia verde di paglia 
con quello straccio al chiodo che non sbaglia 

chi chiude male la smilza finestra 
tenue pittore di mano maldestra 

tra quadri autografi doppi giacigli 
su di un parquet usato e senza figli.

                                                            JS©2014


                        ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Sempre all'interno del mio atelier poesia, oggi ho tenuto una lezione sull'epigramma. Tra quella elogiativa e quella macabra (come iscrizione funeraria), ho scelto la terza via: l'epigramma ekphrasis.

Quali sono le contraintes?
1. almeno 4 versi
2. con rime in distici baciati (es. AABBCCDD)
3. dai versi si deve capire di che quadro (o scultura) si tratti.

In classe ho assegnato La camera di Van Gogh ad Arles.
Vab Gogh, Chambre à Arles, 1888
Conservato al Musée d'Orsay, Parigi

0-175. La stanza di Van Gogh ad Arles (Epigramma/Ekphrasis)



Poco discosto da quella tavola   
laddove aleggia la triste favola  

Occhieggia fredda una coperta rossa 
che niuno pensa il cor scaldar ti possa 

la solita sedia verde di paglia 
con quello straccio al chiodo che non sbaglia 

chi chiude male la smilza finestra 
tenue pittore di mano maldestra 

tra quadri autografi doppi giacigli 
su di un parquet usato e senza figli.

                                                            JS©2014


                        ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Sempre all'interno del mio atelier poesia, oggi ho tenuto una lezione sull'epigramma. Tra quella elogiativa e quella macabra (come iscrizione funeraria), ho scelto la terza via: l'epigramma ekphrasis.

Quali sono le contraintes?
1. almeno 4 versi
2. con rime in distici baciati (es. AABBCCDD)
3. dai versi si deve capire di che quadro (o scultura) si tratti.

In classe ho assegnato La camera di Van Gogh ad Arles.
Vab Gogh, Chambre à Arles, 1888
Conservato al Musée d'Orsay, Parigi

giovedì 20 novembre 2014

HAIKU

AVVERTENZA - non cercate qui la regola dell'haiku di tre versi con scansione 5-7-5, perché non ne troverete. Qui si segue la regola dell'haiku anglosassone.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^


HAIKU 


L'haiku è definita poesia "non finita" perché ogni poesia richiede che il lettore la termini nel suo cuore.
I poeti di haiku contemporanei scrivono poesie in forma di brevi frammenti di tre parole o anche meno.
L'haiku deriva da "hakai no renga", una poesia di gruppo collaborativa di un centinaio di versi di lunghezza. L'"hokku", o verso iniziale, di queste poesie indicava la stagione e conteneva una parola che tagliava. L'haiku ha continuato questa tradizione (cit.)



Oggi ho aperto l'atelier di poesia destinato ai miei studenti marocchini italofoni (e italofili).
Seguono di già con me un corso di analisi commento della struttura lirica italiana, quindi non sono proprio a digiuno di nozioni in materia: sillabazione, accenti tonici e atoni, tipi di rime e consonanze e assonanze, strofe, versi e quant'altro... conoscono.
Quindi, oggi, dopo l'atelier di dizione (suppergiù con gli stessi studenti), quand'erano già ben caldi, ho iniziato con qualcosa che non è teorico.


Ho iniziato con questo:



E  poi ho deciso di iniziare da ciò che è più breve (no, non il distico): l'haiku giapponese. Di provare a capire che cosa sia un haiku e quale punto di vista sottende.

Il link che ho proposto di leggere [come scrivere un haiku] si conclude così:
  • L'haiku è definita poesia "non finita" perché ogni poesia richiede che il lettore la termini nel suo cuore.
  • I poeti di haiku contemporanei scrivono poesie in forma di brevi frammenti di tre parole o anche meno.
  • L'haiku deriva da "hakai no renga", una poesia di gruppo collaborativa di un centinaio di versi di lunghezza. L'"hokku", o verso iniziale, di queste poesie indicava la stagione e conteneva una parola che tagliava. L'haiku ha continuato questa tradizione.

Certo, un haiku occidentalizzato, piegato alle leggi delle sillabe e non dei suoni, e per di più con un immaginario arabo marocchino italianizzato.
Son certo che usciranno cose sorprendenti.

Dopo aver detto quali sono le tre consegne [*contraintes*] da rispettare

1. da un minimo di 10 a un massimo di 17 sillabe
2. immagine della natura da mostrare
3. idea che si sovrappone nella seconda parte, sintatticamente slegata dalla prima (si può andare a capo oppure restare nella stessa riga separando le due parti con un trattino)


ho assegnato loro il soggetto, l'albero e/o i dettagli di un albero, secondo l'illuminante pensiero di Georges Perec delle contraintes.


Poi il compito l'ho fatto anch'io, anche se confido che i miei studenti facciano meglio, molto meglio.

1. Haiku su un albero

Vindice pioppo tremulo 
                        diman sarò terreno



2.  Haiku su parte/dettaglio di un albero


Grevi ammassate pigne 
                         inutile  tempo antico


3. Haiku su altro soggetto

Alta nel cielo una cicogna 
                         lontana ancor è casa








HAIKU

AVVERTENZA - non cercate qui la regola dell'haiku di tre versi con scansione 5-7-5, perché non ne troverete. Qui si segue la regola dell'haiku anglosassone.

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HAIKU 


L'haiku è definita poesia "non finita" perché ogni poesia richiede che il lettore la termini nel suo cuore.
I poeti di haiku contemporanei scrivono poesie in forma di brevi frammenti di tre parole o anche meno.
L'haiku deriva da "hakai no renga", una poesia di gruppo collaborativa di un centinaio di versi di lunghezza. L'"hokku", o verso iniziale, di queste poesie indicava la stagione e conteneva una parola che tagliava. L'haiku ha continuato questa tradizione (cit.)



Oggi ho aperto l'atelier di poesia destinato ai miei studenti marocchini italofoni (e italofili).
Seguono di già con me un corso di analisi commento della struttura lirica italiana, quindi non sono proprio a digiuno di nozioni in materia: sillabazione, accenti tonici e atoni, tipi di rime e consonanze e assonanze, strofe, versi e quant'altro... conoscono.
Quindi, oggi, dopo l'atelier di dizione (suppergiù con gli stessi studenti), quand'erano già ben caldi, ho iniziato con qualcosa che non è teorico.


Ho iniziato con questo:



E  poi ho deciso di iniziare da ciò che è più breve (no, non il distico): l'haiku giapponese. Di provare a capire che cosa sia un haiku e quale punto di vista sottende.

Il link che ho proposto di leggere [come scrivere un haiku] si conclude così:
  • L'haiku è definita poesia "non finita" perché ogni poesia richiede che il lettore la termini nel suo cuore.
  • I poeti di haiku contemporanei scrivono poesie in forma di brevi frammenti di tre parole o anche meno.
  • L'haiku deriva da "hakai no renga", una poesia di gruppo collaborativa di un centinaio di versi di lunghezza. L'"hokku", o verso iniziale, di queste poesie indicava la stagione e conteneva una parola che tagliava. L'haiku ha continuato questa tradizione.

Certo, un haiku occidentalizzato, piegato alle leggi delle sillabe e non dei suoni, e per di più con un immaginario arabo marocchino italianizzato.
Son certo che usciranno cose sorprendenti.

Dopo aver detto quali sono le tre consegne [*contraintes*] da rispettare

1. da un minimo di 10 a un massimo di 17 sillabe
2. immagine della natura da mostrare
3. idea che si sovrappone nella seconda parte, sintatticamente slegata dalla prima (si può andare a capo oppure restare nella stessa riga separando le due parti con un trattino)


ho assegnato loro il soggetto, l'albero e/o i dettagli di un albero, secondo l'illuminante pensiero di Georges Perec delle contraintes.


Poi il compito l'ho fatto anch'io, anche se confido che i miei studenti facciano meglio, molto meglio.

1. Haiku su un albero

Vindice pioppo tremulo 
                        diman sarò terreno



2.  Haiku su parte/dettaglio di un albero


Grevi ammassate pigne 
                         inutile  tempo antico


3. Haiku su altro soggetto

Alta nel cielo una cicogna 
                         lontana ancor è casa








lunedì 8 settembre 2014

Inciampo nelle giornate


Inciampo nelle giornate
sbadatamente

osservo l'oggidì
scivolarmi addosso come 
un vestito di seta

mentre notti d'ieri adipose 
punteggiano le ore 
come stelle assopite.

Eppure, questa non 
è la mia vita.

La interpreto, 
ingannando gli altri e me stessa: 
l'ho presa a noleggio,
e intanto la millanto, 
la spaccio per esistenza.

Inciampo nelle giornate


Inciampo nelle giornate
sbadatamente

osservo l'oggidì
scivolarmi addosso come 
un vestito di seta

mentre notti d'ieri adipose 
punteggiano le ore 
come stelle assopite.

Eppure, questa non 
è la mia vita.

La interpreto, 
ingannando gli altri e me stessa: 
l'ho presa a noleggio,
e intanto la millanto, 
la spaccio per esistenza.

sabato 28 giugno 2014

Per un'amica che parte




Ti vedi nello specchio e non ti guardi.
Non v’è abitudine in questo
desiderio nuovo di definire
lo spazio tuo.
Lo dice l’abito rosa e lo urlano gli orecchini
lo dice il sorriso a volte sospeso che
lanci al cielo addensato lassù.

Scompaiono in fretta le nuvole:
le cacci via con un
fermo gesto leggero.

E nello  sguardo composto
guardi al comune domani,
dimenticando, fiduciosa,
ansie sopite e sussurri astratti
in un azzurro
di malinconica resa.

Jacqueline

Per un'amica che parte




Ti vedi nello specchio e non ti guardi.
Non v’è abitudine in questo
desiderio nuovo di definire
lo spazio tuo.
Lo dice l’abito rosa e lo urlano gli orecchini
lo dice il sorriso a volte sospeso che
lanci al cielo addensato lassù.

Scompaiono in fretta le nuvole:
le cacci via con un
fermo gesto leggero.

E nello  sguardo composto
guardi al comune domani,
dimenticando, fiduciosa,
ansie sopite e sussurri astratti
in un azzurro
di malinconica resa.

Jacqueline

domenica 15 giugno 2014

Machi mouchkil

photo by JSpaccini©2014


A Vera, Barbara, Candelaria e Mia



MACHI MOUCHKIL


se le luci non funzionano 
e il video scarica rumori 
se le parole in prova non arrivano 
come dovrebbero e il pubblico 
a stento esce dal conto delle dita

machi mouchkil


se il villaggio del tuo cuore è mutato 
nell'affanno della caccia 
al segno di passato 
che una bimba edificò

machi mouchkil

se in auto si parla di gioie 
che non hai vissuto 
e d'improvviso condividi i tuoi dolori 
mentre crollano miti nella realtà di fiaba

machi mouchkil

se resti in punta di piedi 
sulle labbra  un poco rosse 
e un poco pallide perché tu sei così, 
pudìca e accogliente

machi mouchkil

se della tua vita apprendo 
eventi che m'avrebbero stroncata e tu 
sei andata avanti, coi frantumi 
caparbiamente rincollati

machi mouchkil

se dono il silenzio di me 
e ricevo il sorriso da donne che ho 
incontrato o ritrovato 
e che sono ora parole di carne 
attorno a un tavolo o a un acquaio

machi mouchkil


sono adesivi ostentati sotto alla pellicola incolore 
della pelle, stesa male perché sincera, 
per permettere alla mia carne di abbracciarle 
e di amarle, queste sorelle di parole.


Machi mouchkil davvero nessun problema,
Machi mouchkil, machi mouchkil. 

E dima, per sempre.

©Jacqueline Spaccini 
Rabat 15 giugno 2014


Machi mouchkil

photo by JSpaccini©2014


A Vera, Barbara, Candelaria e Mia



MACHI MOUCHKIL


se le luci non funzionano 
e il video scarica rumori 
se le parole in prova non arrivano 
come dovrebbero e il pubblico 
a stento esce dal conto delle dita

machi mouchkil


se il villaggio del tuo cuore è mutato 
nell'affanno della caccia 
al segno di passato 
che una bimba edificò

machi mouchkil

se in auto si parla di gioie 
che non hai vissuto 
e d'improvviso condividi i tuoi dolori 
mentre crollano miti nella realtà di fiaba

machi mouchkil

se resti in punta di piedi 
sulle labbra  un poco rosse 
e un poco pallide perché tu sei così, 
pudìca e accogliente

machi mouchkil

se della tua vita apprendo 
eventi che m'avrebbero stroncata e tu 
sei andata avanti, coi frantumi 
caparbiamente rincollati

machi mouchkil

se dono il silenzio di me 
e ricevo il sorriso da donne che ho 
incontrato o ritrovato 
e che sono ora parole di carne 
attorno a un tavolo o a un acquaio

machi mouchkil


sono adesivi ostentati sotto alla pellicola incolore 
della pelle, stesa male perché sincera, 
per permettere alla mia carne di abbracciarle 
e di amarle, queste sorelle di parole.


Machi mouchkil davvero nessun problema,
Machi mouchkil, machi mouchkil. 

E dima, per sempre.

©Jacqueline Spaccini 
Rabat 15 giugno 2014


martedì 1 aprile 2014

Le tasche della notte

Per il tuo compleanno, 
Romain





Ho rovistato
nelle tasche della notte
alla ricerca di stelle luminose.

Ho trovato un buco
in fondo a una piega
e poche cose:

un non so che odore
di retrobottega
un sorriso in apprendistato

e briciole galeotte
di magnificenza.

2014 ©JS

Le tasche della notte

Per il tuo compleanno, 
Romain





Ho rovistato
nelle tasche della notte
alla ricerca di stelle luminose.

Ho trovato un buco
in fondo a una piega
e poche cose:

un non so che odore
di retrobottega
un sorriso in apprendistato

e briciole galeotte
di magnificenza.

2014 ©JS