Jacqueline Spaccini ©2011

sabato 22 ottobre 2011

Marionetta felice




Batti piedi e mani
marionetta felice
batti piedi e mani
e mani e piedi
e fai un giro
china la testa, dietrofront!
e torna a casa.

Nel mondo
(eh, nel mondo...)
saluta con l'inchino
fai due giri
tutt'in tondo
piangi e ridi
burattino

fai tre giri
ridi e piangi
fai quel che ti si dice
come gli altri
marionetta smorta
se vuoi esser felice!


Batti piedi e mani
quattro giri
la stoffa è corta
 il legno è duro
con le mani e con i piedi
lancia in cielo zaffiri e
lascia in pace i ghiri.


Batti piedi e mani
ridi e piangi
china la testa
gira gira gira
cambia di tunica
e pensa d'essere l'unica.
Piega la schiena,

fai la reverenza
saluta il pubblico
- senza parvenza! -
scansa la jena
bacia il lombrico
e poi

 vattene via!

Jacqueline Spaccini ©2011


 Ainsi font font font (comptine)



sabato 15 ottobre 2011

Fiore di pietra


Fiore di pietra,
morto dopo la morte
e in carta da giornale,
chi ti comprò aveva dita gentili
e pensieri di farfalla

Nello scatto che sospese il venditore tunisino
attorno a una rotatoria invisibile
incatenammo il tempo
dentro  venticinque minuti
mentre le amabili signore giocavano
a essere felici nel cogliere
- raccogliere -  la pianta minerale
con quindici coriandoli di euro

Fiore di pietra, rosa del deserto,
morta dopo la morte,
estirpata dalla movente terra,
non più ti scioglierai con le  nuove  piogge.


2011 ©Jacqueline Spaccini

Fiore di pietra


Fiore di pietra,
morto dopo la morte
e in carta da giornale,
chi ti comprò aveva dita gentili
e pensieri di farfalla

Nello scatto che sospese il venditore tunisino
attorno a una rotatoria invisibile
incatenammo il tempo
dentro  venticinque minuti
mentre le amabili signore giocavano
a essere felici nel cogliere
- raccogliere -  la pianta minerale
con quindici coriandoli di euro

Fiore di pietra, rosa del deserto,
morta dopo la morte,
estirpata dalla movente terra,
non più ti scioglierai con le  nuove  piogge.


2011 ©Jacqueline Spaccini

lunedì 3 ottobre 2011

Diamanti ferraresi

Alberto Savinio La nave perduta (1926)


Vuol vedere l'acqua, lei.
Muro e sole. Nell'eco del vuoto
lascia un'impronta dietro sé,
l'aurora treccia ideale.

Domani sarà troppo tardi
quel volto verrà tolto.

Al bacio morbido e azzurro
s'aggroviglia l'ibis picabiano,

e la guimauve incolla
che alludono a Gauguin
nei fianchi e nelle gambe.

Dalla nave perduta
                                            [mira;
ma tu devi capirla, René,
una donna non è triste quando
lo scrivi - né dipingi - tu,

et sa tristesse est un paysage
où le silence est baroudeur.


Ferrara-Bologna (in treno), 2.10.2011



Jacqueline Spaccini@2011


Dopo lo spettacolo al Festival di Ferrara, dopo una passeggiata per la città, dopo aver assistito a una mostra che ospitava le opere cui si allude nella poesia.

Diamanti ferraresi

Alberto Savinio La nave perduta (1926)


Vuol vedere l'acqua, lei.
Muro e sole. Nell'eco del vuoto
lascia un'impronta dietro sé,
l'aurora treccia ideale.

Domani sarà troppo tardi
per esser regina di Prussia:
quel volto verrà tolto.

Al bacio morbido e azzurro
s'aggroviglia l'ibis picabiano,

e la guimauve incolla
che alludono a Gauguin
nei fianchi e nelle gambe.

Dalla nave perduta
                                            [mira;
ma tu devi capirla, René,
una donna non è triste quando
lo scrivi - né dipingi - tu,

et sa tristesse est un paysage
où le silence est baroudeur.


Ferrara-Bologna (in treno), 2.10.2011



Jacqueline Spaccini@2011


Dopo lo spettacolo al Festival di Ferrara, dopo una passeggiata per la città, dopo aver assistito a una mostra che ospitava le opere cui si allude nella poesia.