Jacqueline Spaccini ©2011

domenica 3 luglio 2011

NEPPUR IO

E. HOPPER 1932 Stanza a Brooklyn

Neppur io ho più gambe 
da comandare
viaggi da approntare
feste da organizzare.

Dacché m'hai lasciata
restandomi accanto ma inerte
vivo dal tronco in su e mi
trascino come su alberi morti 
come su zattere  scordate.

Frequento il presente
dopo che si è fatto futuro
prima che si faccia passato
procedo a vista e ignoro progetti.

Lo vedi, sono
un robot frenetico
un pupazzo sgraziato
ti imito
ti abbandono
ti abbraccio
ti sento lontano
sono lontana
mi abbracci:
è il tempo del perdono.

 Mentre abbranco nell'odierno
 rèmighi saldo nel lontano

e non ti accorgi che

neppur io come te
ho più gambe.

Jacqueline Spaccini

Nessun commento:

Posta un commento