![]() |
| E. HOPPER 1932 Stanza a Brooklyn |
Neppur io ho più gambe
da comandare
viaggi da approntare
feste da organizzare.
Dacché m'hai lasciata
restandomi accanto ma inerte
vivo dal tronco in su e mi
trascino come su alberi morti
come su zattere scordate.
Frequento il presente
dopo che si è fatto futuro
prima che si faccia passato
dopo che si è fatto futuro
prima che si faccia passato
procedo a vista e ignoro progetti.
Lo vedi, sono
un robot frenetico
un pupazzo sgraziato
ti imito
ti abbandono
ti abbraccio
ti sento lontano
sono lontana
mi abbracci:
è il tempo del perdono.
Mentre abbranco nell'odierno
rèmighi saldo nel lontano
e non ti accorgi che
rèmighi saldo nel lontano
e non ti accorgi che
neppur io come te
ho più gambe.
Jacqueline Spaccini

Nessun commento:
Posta un commento